Ex Casa del Fascio presentata a Roma: "In linea coi grandi centri europei sui totalitarismi"

Debutto internazionale per il "Progetto Predappio". Lunedì mattina a Roma, nella prestigiosa sala della stampa estera, è stata illustrata alle testate internazionali ed italiane il progetto

Debutto internazionale per il "Progetto Predappio". Lunedì mattina a Roma, nella prestigiosa sala della stampa estera, è stata illustrata alle testate internazionali ed italiane il progetto elaborato dall'Istituto Parri di Bologna e dal Comitato scientifico del progetto coordinato dallo storico Marcello Flores, per trasformare l'ex Casa del fascio e dell'ospitalità in un centro internazionale di documentazione e studio sui totalitarismi. Accanto al sindaco Giorgio Frassineti, accompagnato dalla sua giunta, anche l'assessore regionale alla cultura, Massimo Mezzetti, la presidente della Commissione Cultura della Camera, Flavia Piccoli Nardelli, il consulente Carlo Giunchi, il professor Flores e il deputato Marco Di Maio. 

"Mai come in questo 2017 abbiamo sentito tornare a parlare di fascismo - ha detto Frassineti - pur essendo passati oltre 70 anni dalla sua fine. E' il momento di guardare la storia negli occhi e farci i conti. Dobbiamo raccontarla per come è stata se vogliamo che la memoria non si disperda e che il passato non si ripeta". Per questo il progetto è pronto a partire, con il concorso europeo per la progettazione definitiva e l'avvio dei cantieri nel 2018. La prima parte dell'operazione (il cui costo complessivo è stimato in 5 milioni) è finanziata con 500mila euro della Fondazione Cassa dei Risparmi ("la prima a darci fiducia", ha fatto notare Frassineti), altri 500mila del Comune e un milione di fondi europei veicolati sul progetto dalla Regione. 

"La parte che verrà realizzata con le prime risorse - ha spiegato Marcello Flores, coordinatore del comitato scientifico - è quella più tipicamente espositiva, che avrà un approccio interamente multimediale e si avvarrà di tecnologie contemporanee per raccontare il rapporto che la società italiana ha avuto con il fascismo che, giova ricordarlo, è figlio di una guerra ed è morto con una guerra". Flores non fa mistero che il progetto di Predappio è in linea con altri grandi esposizioni dedicate ai totalitarismi già presenti in Europa, a partire dal centro di documentazione sul nazionalsocialismo a Monaco di Baviera e, per la parte più emozionale e interattiva, lo Yad Vashem di Gerusalemme. 

"Quello che stiamo facendo a Predappio non è un museo sul fascismo - ha rimarcato l'assessore regionale Mezzetti - ma un centro di documentazione, studio e approfondimento della storia italiana ed europea che si inserisce in maniera inequivocabile nel solco dei valori costituzionali dell'antifascismo fissati dalla nostra Carta. Anche per questo riteniamo che quello di Predappio possa essere un contributo utile a tutto il Paese". 

A chi chiede perchè un centro dedicato alla storia italiana ed europea, ai totalitarismi, debba sorgere proprio a Predappio e non in una grande città, risponde Flavia Piccoli Nardelli, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati: "In molti paesi europei i luoghi simbolo dei regimi totalitari sono diventati occasione non di rimozione - ha fatto notare - ma di approfondimento e studio su ciò che è stato. non possiamo ignorarli o negarli, ma renderli utili a sviluppare una nuova coscienza critica a beneficio di tutto il Paese".  

Commenta anche il deputato forlivese Marco Di Maio: "Il progetto di Predappio nasce con il chiaro scopo di rivolgersi alle giovani generazioni, a chi ha voglia di conoscere, capire e approfondire un periodo buio per la storia italiana ed europea. Per questo coinvolge e dovrà farlo sempre più tutte le realtà che hanno a cuore la conoscenza della nostra storia per evitare che si ripeta. Continueremo con il lavoro di squadra che ci ha permesso di arrivare fin qui e dar forma ad un progetto di respiro internazionale e rivolto al futuro".

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