Nessuna offerta per l'ex polo dello zucchero: deserta l'asta per l'ex stabilimento Eridania

La piena proprietà del complesso industriale è composto da due comparti

E' andata deserta l’asta telematica per aggiudicasi la vasta area dell’ex zuccherificio Eridania, in via Monte San Michele, a pochi passi dal centro storico di Forlì. Chi era interessato doveva inviare una mail attraverso posta elettronica certificata entro le 15 di giovedì. L'offerta minima era stata fissata a 15.825.000 euro, con prezzo base d'asta fissato a 21,1 milioni di euro. La piena proprietà del complesso industriale è composto da due comparti.

La prima - una vasta area più estesa a sud-est compresa fra la linea ferroviaria, via Gorizia e Via Monte San Michele sede dello stabilimento - comprende la Fabbrica principale con annessi centrale termica, servizi e forno calce, due fabbricati adiacenti un tempo destinati a laboratorio analisi e officine, un fabbricato precedentemente destinato ad ufficio coltivazioni, cabine elettriche dismesse, i resti (muri perimetrali) del vecchio magazzino/deposito per lo zucchero raffinato. Nella stessa area insistevano anche una serie di fabbricati un tempo destinati a magazzini, cabine di trasformazione, magazzino scorte, portineria ingresso operai, mensa e refrigeranti ma demoliti nell'agosto 2002 (a cui seguì un procedimento sanzionatorio per lavori edili abusivi eseguiti senza titolo).

La seconda zona - meno estesa a nord-ovest originariamente occupata da costruzioni di servizio sempre connesse all'attività dello zuccherificio - comprende Il fabbricato residenziale costituito da 4 unità immobiliari, un fabbricato ad uso n. 4 autorimesse ed una lavanderia comune, un piccolo fabbricato a proservizio, all'estremo nord una vasca di depurazione e due fabbricati annessi di servizio. Con l'asta andata deserta si attendono ora le istruzioni dei curatori fallimentari per la prossima asta, presumibilmente ad prezzo di base d'asta inferiore a quello scaduto giovedì. Le tempistiche si conosceranno prossimamente.

Lo gloriosa storia dello stabilimento Eridania di Forlì

Nel 1900, il finanziere genovese Giovanni Battista Figari, per conto della Società Anonima Eridania Zuccherifici Nazionali di cui è presidente, costruisce con maestranze tedesche lo zuccherificio di Forlì. L’impianto, che occupava circa mille operai, era in grado di lavorare 15mila quintali di barbabietole al giorno, con una produzione annuale di circa 140mila quintali di zucchero. “Nel 1902 - si legge sul sito dell’Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna-IBC - la direzione dello stabilimento fu affidata a Romolo Rossini, che sostituì il personale tedesco con maestranze forlivesi e potenziò la capacità produttiva con nuove attrezzature. La fabbrica di sobborgo Mazzini fu anche la prima ad utilizzare la luce elettrica, in un periodo in cui le strade cittadine erano ancora illuminate con lampioni a gas".

Il secondo conflitto mondiale provoca danni gravissimi all’impianto, che riusce comunque a riprendersi già a partire dal 1946 e a riattivare completamente la produzione. La costituzione del Mercato Comune dello Zucchero, alla fine degli anni Sessanta, mise la società genovese in una posizione di inferiorità rispetto agli altri produttori europei. Nel 1970 la società Eridania si vede costretta a cedere lo stabilimento forlivese alla “Sfir” del Gruppo Maraldi di Cesena, che lo utilizza senza investire nella modernizzazione degli impianti, fino alla chiusura definitiva, nel 1972. Inizia lo smantellamento della fabbrica, occupante un’area di ben 140.000 metri quadrati (solo il corpo centrale insiste per 60.400 mq): si smontano tutti i macchinari per trasferirli in Spagna e Jugoslavia. Rimangono attivi solo i depositi, utilizzati per stoccare il prodotto di altri siti del gruppo, a cominciare da quello di Forlimpopoli. Il rovinoso incendio del 1989, che distrugge tre dei capannoni adibiti a magazzino, comporta la dismissione definitiva dell’area.

L’unico edificio del grande complesso sinora recuperato, è l’antica palazzina dei custodi di via Monte San Michele: stralciata catastalmente, è stata restaurata da un’immobiliare che vi ha realizzato appartamenti destinati a civile abitazione. Nel resto dell’immensa area regna sovrano il degrado. Non ci sono prospettive di recupero dell’ex Eridania in tempi brevi: una recente stima di costi parla di 22 milioni di euro. La Cooperativa Muratori di Verucchio ne aveva preso il possesso nel 2006, avanzando avanzato alcune ipotesi progettuali di massima, senza mai approdare alla formalizzazione di un piano urbanistico attuativo. E' fallita nel 2017. I curatori fallimentari Ettore Trippitelli e Fabrizio Tentoni hanno cominciato a lavorare con lo scopo di valorizzare l’immobile e venderlo. Ma per ora nessuno si è fatto avanti.

La realtà è che qualunque intervento sul fabbricato principale dell'Ex Eridania, vincolato dalla Sovrintendenza, richiede investimenti ingenti e difficilissimi da amortizzare. L’ex Eridania era comparsa anche nel Piano del Commercio adottato dal Comune: l’idea era quella di individuare aree votate al commercio, opere di interesse pubblico e produttivo e nel contempo aggiornare le previsioni urbanistiche, in particolar modo sul versante delle destinazioni d'uso.

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