Studio sugli anticorpi terapeutici: ricercatore Irst premiato con una borsa di ricerca dalla Fondazione Umberto Veronesi

La cerimonia di assegnazione si è tenuta a Milano giovedì 21 marzo, alla presenza di autorità e dei vertici di Fondazione

Tra i filoni di ricerca certamente più promettenti nella medicina di oggi s’inserisce l’immunoterapia ovvero un approccio terapeutico innovativo che ha lo scopo di svegliare e di stimolare il sistema immunitario del paziente ad aggredire il tumore. Grazie ad uno studio condotto su alcuni specifici anticorpi terapeutici per il trattamento del melanoma metastatico, il riminese Fabio Nicolini, classe ’85, biotecnologo farmaceutico e ricercatore in forza al Laboratorio di Bioscienze Irst Irccs, ha ottenuto, per il secondo anno consecutivo, una delle borse di ricerca da Fondazione Umberto Veronesi. La cerimonia di assegnazione si è tenuta a Milano giovedì 21 marzo, alla presenza di autorità e dei vertici di Fondazione.

Lo studio, condotto da Nicolini sotto la supervisione del dottor Massimiliano Mazza (Settore di Immunoterapia Preclinica Irst Irccs), raggiunge quest’anno uno step ulteriore ed importante. In particolare, il progetto ha preso il via nel 2018 con l’obiettivo di identificare e isolare gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario di pazienti affetti da melanoma metastatico la cui risposta a trattamenti con immunoterapia fosse positiva. A questo stadio avanzato della malattia, infatti, spesso le terapie tradizionali non danno esito ma, grazie a questi nuovi approcci, molti pazienti rispondono bene alle cure. L’immunoterapia oggi prevede l’introduzione nell’organismo del malato di preparati quali i vaccini o di molecole biologiche come le citochine e alcuni anticorpi specifici che sono in grado di “risvegliare” il sistema immunitario del paziente stimolandolo a produrre nuovi anticorpi che attacchino il tumore.

Il passo successivo della ricerca – finanziato da Fondazione Umberto Veronesi – mira a riprodurre in laboratorio questi anticorpi “speciali” contro il melanoma e di testarne l’efficacia e le capacità terapeutiche in modelli preclinici di questo tumore. In caso di risposta positiva questi anticorpi potranno trovare applicazione nella pratica clinica e/o essere usati come importanti elementi nelle nuove terapie cellulari chiamate CAR-T aumentando le chances di guarigione in pazienti a corto di terapie efficaci. Il progetto prevede la collaborazione scientifica con il prestigioso Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano con il quale Irst ha stipulato un accordo quadro; in particolare, il dr. Nicolini collaborerà con il laboratorio della dottoressa Luisa Lanfrancone, direttrice dell’Unità di Target Identification and Validation e del professor Piergiuseppe Pelicci, direttore del Dipartimento di Oncologia Sperimentale.

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