FabLab, partono i laboratori di Masque Teatro alla Fabbrica delle Candele

A Forlì prende il via il progetto di formazione artistica di Masque Teatro negli spazi della Fabbrica delle Candele

La percezione del corpo, la naturalezza del gesto, la funzione purificatrice della pratica yoga: a Forlì prende il via il progetto di formazione artistica di Masque Teatro negli spazi della Fabbrica delle Candele. Quattro laboratori all’interno di FabbricaLab promosso dall’Unità Politiche Giovanili del Comune di Forlì, destinati a ragazzi dai 14 ai 35 anni, vedranno impegnati nei prossimi mesi altrettanti artisti. Si parte con Marco Cavalcoli di Fanny & Alexander venerdì 11 ottobre e si prosegue con Eleonora Sedioli (22/23 ottobre), Francesca Proia (2 novembre), Lorenzo Bazzocchi (21/22 novembre).

Quattro laboratori gratuiti realizzati da altrettanti artisti all’interno degli spazi della Fabbrica delle candele, piazzetta Corbizzi 30, Forlì a partire dall’11 ottobre fino a novembre. È la formazione artistica curata da Masque Teatro nell’ambito del progetto formativo FabbricaLab, promosso dall'Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì e dal Servizio Cultura e Turismo – Unità Politiche Giovanili. Destinati a ragazzi dai 14 ai 35 anni i laboratori si svolgono dalle 15 alle 19 e sono concepiti per un massimo di n.15 partecipanti. Non è richiesta alcun tipo di esperienza.

Il primo laboratorio, venerdì 11 ottobre, vede la conduzione di Marco Cavalcoli della compagnia Fanny & Alexander che introdurrà i partecipanti al metodo dell’eterodirezione, su cui la compagnia ravnna indaga già da molti anni. Si tratta di un processo di elaborazione attorica, sorta di scrittura scenica real time, in cui il partecipante viene condotto alla costruzione dell'azione tramite comandi impatrtiti dal conduttore attraverso sottili indicazioni di senso e sentimento.  Si continua il 22 e 23 ottobre con "La tigre della Tasmania" a cura di Eleonora Sedioli di Masque teatro. L’attrice indaga il concetto di espressione elementare del corpo, al fine di far emergere la natura intima del gesto. Una tensione naturale spinge ogni forma vivente alla ricerca di una condizione di equilibrio primordiale; così al pari di una infiorescenza che si schiude disegnando una geometria inscritta nel suo genoma, il partecipante verrà condotto a cogliere o meglio a ritrovare la natura intima e specifica che gli è propria.

Il 2 novembre l’incontro è con Francesca Proia che conduce il laboratorio "Purification Poem"s nel quale l'esperta coreografa ravennate fa uso delle tecniche auto-purificanti dell’hatha yoga. Alcune sono dedicate al corpo, altre alla mente. "“Ha" significa sole, che è il sole del nostro corpo, cioè l'anima, e "tha" significa luna, che è la nostra coscienza. L'energia del sole non si attenua mai, mentre la luna svanisce ogni mese e poi ciclicamente da luna nuova ridiviene piena". Non è richiesta conoscenza dello yoga. Si conclude con "La solitudine essenziale" a cura di Lorenzo Bazzocchi di Masque teatro il 21 e 22 novembre. Si lavorerà per acquisire consapevolezza dello spazio come qualità soggettiva e insostituibile della figura. Il laboratorio è dedicato a tutti coloro che desiderano ragionare sulla manchevolezza, sulla caduta, sull’abbandono.

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