"L'inferno non ha nuvole", inno all'amicizia di Federico Fabbri

Lo scrittore santasofiese, impiegato di banca, presenta il primo romanzo, dedicato agli amici che non ci sono più. "Scrivendo evado dai numeri. Ma non si dica che ho 40 anni..."

Venerdì pomeriggio Federico Fabbri presenta il nuovo libro ai suoi concittadini. Il "non ancora quarantenne" - come ama definirsi - scrittore di Santa Sofia conferma il grande momento di prolificità, dopo gli ottimi riscontri del precedente "A piedi o su rotella la strada è sempre quella", scritto in compagnia dell'amica Giuliana Salvatori.

Questa volta il titolo è più cupo: "L'inferno non ha nuvole" (Les Flaneurs). Si tratta del primo romanzo per l'impiegato di banca, operativo nella sede Cariromagna di Civitella, con il "vizio" ormai conclamato della scrittura. "Da impiegato - sorride l'autore - devo trovare il modo per evadere dai numeri e la scrittura mi aiuta tanto. 40 anni? Li avrò solo il 19 giugno...".

Cimentarsi con la forma narrativa del romanzo, confessa "è stato piuttosto facile. Non mi aspettavo nulla e conoscevo bene i protagonisti. Nella seconda parte ho usato la fantasia e devo ringraziare la mia editor se ci sono riuscito". Il filo rosso, nei libri di Federico, sono gli amici, ritrovati, perduti e mai abbandonati nel contesto di un paese che è molto più di un'appartenenza geografica. "L'idea del nuovo libro - spiega Fabbri - è nata semplicemente per far rivivere amici che non ci sono più. Si tratta di un'opera che consiglio di leggere a tutti quelli che vogliono un mondo dove qualsiasi differenza venga considerata normalità". 

E l'attaccamento al territorio, Fabbri lo dimostra anche nell'attivismo con le associazioni locali, per promuovere la cultura, la conoscenza e le riflessioni attorno a se stessi e la propria terra: "Nella valle del Bidente c'è un'associazione, che si chiama Sophia in libris. Sta facendo tantissimo. Dobbiamo solo fare in modo - auspica per una partecipazione sempre più vasta - che anche i giovani partecipino attivamente alle iniziative culturali".

E dopo la discesa all'inferno? Cos'altro dobbiamo aspettarci? "Un altro romanzo è già pronto - rivela - si intitola "L'assassino", 600 pagine dove finalmente mi invento tutto". Senza dimenticare la beneficenza, motore che da sempre spinge la sua penna: "Ho poi regalato un libro - spiega Fabbri - a un'associazione che lo pubblicherà e devolverà tutto il ricavato, ma non voglio che si sappia chi è l'autore...".

Infine, l'appello per amici e perché no, anche clienti allo sportello di tutti i giorni: "Ringrazio Alessio Rega e la mia casa editrice. Aspetto tutti quanti, venerdì sera, alle 18 e 45 in Fiaschetteria a Santa Sofia: aperitivo, presentazione, cena e tanta musica". Un po' di sana baldoria, insomma, per scacciare completamente le nuvole...e non pensare ai numeri.

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