Si celebra la prima festa della Beata Benedetta: "Il suo esempio vale per tutti noi"

Presenti alla cerimonia i famigliari della beata, la sorella Emanuela e il fratello, il vicesindaco di Dovadola Francesco Schiumarini e gli alunni del plesso di Dovadola intitolato a Benedetta

Con una messa concelebrata al mattino, il vescovo Livio Corazza ha aperto la prima festa della Beata Benedetta Bianchi Porro. Presenti alla celebrazione tenutasi giovedì tanti fedeli che hanno gremito la chiesa a Dovadola dove riposa la beata nella tomba situata nella prima cappella nella navata destra. Presente anche il sindaco di Sirmione Luisa Lavelli e molti parroci della diocesi, durante l’omelia il vescovo ha voluto evidenziare le parole di Benedetta scritte nella lettera a Padre Gabriele, riflettendo sulla frase principale posta al termine dello scritto “Il cielo è la nostra patria vera”, dove lo ragazza racconta che lo scopo finale della sofferenza è meditare sul significato dell’esistenza in quella condizione e "Benedetta rappresenta proprio un esempio di aiuto e di speranza per la guarigione degli ammalati", ha riferito Corazza.

"Benedetta è diventata beata alla fine della sua vita e il suo esempio vale per tutti noi - ha continuato Corazza - e attraverso le sue lettere lo comunica a tutti". Sulla comunicazione della propria esperienza il vescovo ha cercato di spiegare l’importanza del messaggio della giovane riportato nelle lettere che con tanta difficoltà dettava alla madre e che hanno permesso di confortare molte persone e di guidarle nella ripresa della fede compagna fino alla fine dei giorni o di accompagnare alla guarigione coloro che l’hanno ascoltata.

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"Benedetta è unita alla croce gloriosa, ed è un esempio per tutti gli infermi perché trovino nella malattia conforto e sostegno nel suo esempio e nelle sue parole", ha proseguito. Presenti alla cerimonia i famigliari della beata, la sorella Emanuela e il fratello, il vicesindaco di Dovadola Francesco Schiumarini e gli alunni del plesso di Dovadola intitolato a Benedetta. Il vescovo ha ringraziato anche la mamma della beata, Elsa, e Anna Cappelli che della divulgazione del messaggio di Benedetta ne ha fatto la missione della propria vita. Corazza ha concluso la celebrazione eucaristica ricordando la presenza di don Andrea Vena per la Novena della Madonna del Fuoco che inizia oggi in Cattedrale dedicata ad Annalena Tonelli e a Benedetta Bianchi Porro. La benedizione finale impartita dal vescovo è stata anche per la comunità di Sirmione alla quale la diocesi è legata nella fede tramite Benedetta.  

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