"Fiera, i revisori volevano portare i libri in tribunale. Il debito arriverà ad un milione di euro"

“Tema inquietante e vergognoso”: è così che il sindaco Gian Luca Zattini bolla la vicenda della Fiera di Forlì Spa, che si trova – a detta del primo cittadino – sull'orlo del fallimento

“Tema inquietante e vergognoso”: è così che il sindaco Gian Luca Zattini bolla la vicenda della Fiera di Forlì Spa, che si trova – a detta del primo cittadino – sull'orlo del fallimento. E' eloquente l'intervento di Zattini, lunedì pomeriggio in Consiglio comunale: “Tra le primi atti ricevuti dopo esserci insediati c'era la volontà dei revisori dei conti della società partecipata di dichiarare la non continuità aziendale, in altre parole di portare i libri in tribunale”. A sollecitarlo sul tema è stato un question time di Daniele Vergini, capogruppo del Movimento 5 Stelle.

Vergini nella sua domanda ha ricordato che “il Comune ci ha messo fin troppi soldi, spendendo 1,7 milioni per comprare i padiglioni, una spesa inutile. Di fronte a questo solo noi nella scorsa legislatura ci siamo opposti, mentre il centro-destra non ha mai fiatato”. Vergini ha quindi chiesto “discontinuità e trasparenza”. Sull'acquisto dei padiglioni i pentastellati incassano l'accordo del sindaco: “Condivido che l'acquisto dei padiglioni per 1,7 milioni è un punto interrogativo, non ne vedo il beneficio per il Comune”. All'inizio dell'anno il Comune di Forlì, socio della Fiera, ha acquistato da Fiera di Forlì Spa la proprietà dei padiglioni di via Punta di Ferro, ufficialmente per renderli punto nevralgico del sistema di protezione civile in caso di calamità, anche se la struttura non è anti-sismica. La cifra di 1,7 milioni è andata a chiudere un mutuo di pari importo della Fiera di Forlì Spa con l'ex Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna, che a sua volta era un altro socio dell'ente fieristico. Proprio su tale operazione immobiliare è in corso un'indagine della Guardia di Finanza.

In tale contesto Zattini ha annunciato che il debito di Fiera di Forlì arriverà alla fine dell'anno ad una cifra che sfiora il milione di euro e ha messo due punti fermi: “Cerchiamo una soluzione definitiva per questa struttura che ha un importante indebitamento e di fatto un solo asset, Fieravicola. Deve essere inoltre una soluzione che non mette un soldo in più del Comune in questa gestione inconsistente”. Anche lunedì si è riunita l'assemblea dei soci di Fiera di Forlì Spa (i principali sono Comune di Forlì, tramite Livia Tellus, Fondazione Cassa dei Risparmi e Camera di Commercio), che ha preso atto dei paletti del municipio e ha rinviato ogni decisione alla fine del mese di ottobre. “Per tale data contiamo di avere un quadro definito”, ha spiegato  l'assessore al Bilancio Vittorio Cicognani.

La scelta rimane tra un'alleanza con la fiera di Parma e una con Rimini, quest'ultima percorrendo una strada già sperimentata nel rilancio della fiera Macfrut di Cesena, col suo spostamento da una città all'altra. Su tale tema Zattini ha spiegato di essersi confrontato con gli operatori del settore avicolo.

Sulla vicenda è intervenuta anche Valentina Ancarani, consigliera del Pd: “E' vero che è una situazione complessa, ma non da ora, ma da anni sul tavolo dell'amministrazione precedente, che faticosamente aveva individuato una proposta (l'alleanza con Parma, ndr). Non si capisce invece come questa proposta venga valutata dalla nuova amministrazione e soprattutto, se non va bene, quale sia la controproposta”. Lauro Biondi, consigliere di Forza Italia ha concluso: “Non è vero che il centro-destra non ha mai detto niente sull'acquisto dei padiglioni, mentre sull'ipotesi di lavoro con Parma, abbiamo individuato delle condizioni impossibili. Non c'è stata trattativa”.

Nel corso del dibattito è emerso inoltre che le annunciate dimissioni del presidente della Fiera di Forlì Gianluca Bagnara in verità non sarebbero mai state formalizzate. Lo fanno intendere Biondi e il sindaco. Per Zattini, infatti, “c'è un presidente in carica e gli organi sono pienamente operativi, tanto che anche oggi si è tenuta un'assemblea dei soci”.

Il consiglio comunale

Il dibattito in consiglio è partito commemorando la scomparsa di Giorgio Maltoni, ex primario di urologia e attivo nel volontariato in particolare nell'Aido, che si dedica alla donazione degli organi; ricordato anche Martino Cichocki, esponente del volontariato e della Democrazia Cristiana, morto di recente e commemorato Antonio Nervegna, esponente di Forza Italia, deceduto nel 2016. Prima del minuto di silenzio, infine, un cenno ai “morti in tutte le guerre”. E' stato il consiglio di debutto per il nuovo segretario comunale e direttore generale Luca Canessa. Lo sport è stato al centro di un vibrante confronto tra l'assessore attuale Daniele Mezzacapo e l'assessore precedente, ora consigliera di opposizione, Sara Samorì.

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