San Mercuriale, la Caritas: "Un altro luogo per il centro diurno"

Il comandante della Polizia Municipale Elena Fiore,sui problemi di degrado nel chiostro di San Mercuriale, aveva specificato di non essere stata avvisata dell'apertura del centro diurno

Il comandante della Polizia Municipale Elena Fiore, durante la conferenza stampa di venerdì scorso, incentrata sui problemi di degrado nel chiostro di San Mercuriale, aveva specificato di non essere stata avvisata dell'apertura del centro diurno della Caritas in loco. Arriva la replica della Caritas diocesana, della parrocchia di San Mercuriale e dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII: “L’iniziativa del Centro diurno è stata condivisa con le istituzioni e le realtà sociali, economiche e finanziare già nel primo incontro del 2 dicembre 2010”, promosso dal vescovo in Curia.

“Dopo la prima positiva esperienza dell’inverno 2010-11, abbiamo incontrato di nuovo insieme al vescovo, il prefetto Angelo Trovato, il presidente della provincia Bulbi, e il sindaco di Forlì Balzani con alcuni loro collaboratori, il 21 giugno, per fare il punto sulle iniziative da mettere in cantiere per l’inverno successivo, tra le quali anche il Centro diurno. Durante l’estate ci siamo attivati, con le istituzioni e i vari soggetti ecclesiali e civili, per trovare un altro luogo dove poter organizzare il centro diurno, ma senza successo. A settembre 2011 è partito un tavolo sulle povertà, promosso lodevolmente dall’assessore Drei, con l’obiettivo di coordinare e programmare i principali obiettivi comuni per contrastare l’emergenza freddo, tra queste la riapertura del centro diurno presso la sala del chiostro, non avendo trovato altra collocazione possibile”, viene precisato nella nota.

Il 19 dicembre, sempre su sollecitazione del vescovo e con pronta disponibilità del prefetto, ci siamo incontrati in prefettura per definire gli aspetti organizzativi riguardanti l’installazione di un container per ospitare alcuni senza fissa dimora durante i mesi invernali. All’incontro erano presenti anche il dottor Truppi, l’assessore Drei, il  vice comandante della Polizia Municipale di Forlì, alcuni membri della protezione civile. Anche in quell’incontro si è fatto il punto sull’intera gamma di servizi offerti per l’inverno dalle accoglienza ordinarie della Caritas, al centro diurno, alla nuova iniziativa del container per i senza dimora. Il Centro diurno è stato aperto il 15 novembre e il giorno stesso il coordinatore del Centro d’ascolto diocesano, Marcello Copertino, ha telefonato alla Questura, informando dell’avvenuta apertura e chiedendo alle forze di Polizia collaborazione nella gestione degli ospiti e dell’ordine pubblico, cosa peraltro sempre avvenuta. Anche la Polizia municipale ha visitato varie volte il Centro diurno e il chiostro con molta disponibilità e collaborazione. Il 19 dicembre abbiamo aperto ufficialmente il Centro alla presenza del vescovo, degli assessore Drei e Tronconi”, continua la nota congiunta.

“Il tavolo sulle povertà si è incontrato con una certa regolarità per tutto l’inverno condividendo il fatto che l’emergenza prioritaria era evitare che qualcuno morisse per assideramento. Gli operatori dell’Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII hanno cominciato quindi ogni sera a perlustrare la città per portare i senza fissa dimora al container predisposto. Già dai primi giorni, però, ci si è resi conto che gli otto posti disponibili erano ampiamente insufficienti, da qui la decisione del parroco di san Mercuriale, don Enrico Casadio, di aprire la sala del chiostro anche di notte e ospitare, con l’aiuto di volontari, le persone che altrimenti sarebbero rimaste all’aperto. Questo fatto, insieme alla chiusura dei giardini Orselli e altre zone della città, ha richiamato intorno al chiostro una serie di persone che l’anno prima non avevano usufruito di questo servizio. Precisiamo che il numero di etilisti, ex tossici o quant’altro che hanno frequentato il Centro sono una piccolissima percentuale rispetto al numero totale di presenze”.

Il giorno 12 gennaio 2012, su invito della Comandante della Polizia Municipale, ma anche su richiesta presentata al vice comandante nell’incontro in Prefettura, il direttore della Caritas Sauro Bandi e il coordinatore del Centro d’ascolto Marcello Copertino hanno incontrato la comandante Fiore e in un cordiale e proficuo dialogo si sono concordate alcune azioni comuni, in particolare si è invitata la Polizia Municipale a visitare con frequenza il chiostro e il Centro, sia con finalità repressiva, che con finalità inclusiva, come proposto dalla comandante stessa. La “grande neve” di febbraio 2012 ha amplificato tutti i bisogni dei senza fissa dimora, che hanno potuto contare su questo importante sostegno senza che nessuno rimanesse vittima del freddo. E’ stata inoltre apprezzata la decisione di alcuni di offrirsi per la spalatura della neve. La nostra presenza non si è limitata ad un’attenzione all’interno della sala, ma anche all’esterno, dove stazionano da sempre giovani, anche minorenni, che non accedevano al centro diurno. Alcuni volontari si sono offerti per avvicinare e instaurare un dialogo con questi giovani nel tentativo di accompagnarli in un percorso di promozione. Varie volte la settimana si sono organizzati turni di pulizia del Chiostro e qualche malintenzionato è stato tenuto alla larga. La Polizia è dovuta intervenire in qualche caso, ma mai per fatti eclatanti”.

Ecco gli obiettivi che si leggo nella nota diramata dalla Caritas: “Le iniziative promosse all’interno del sala del chiostro  sono state motivate da un’oggettiva necessità ed emergenza, concordata con tutte le istituzioni cittadine. La chiusura del Centro è stata anticipata al 31 marzo perché era finita l’emergenza freddo, ma gli operatori hanno continuato a frequentare il chiostro all’esterno. L’emergenza freddo e la grande neve hanno portato alla luce un bisogno reale ed ampio di persone senza fissa dimora, molte delle quali italiane, che non si possono nascondere sotto il tappeto facendo finta che tutto sia pulito. Proprio per questo l’amministrazione comunale ha deciso di appoggiare l’apertura, da parte della Comunità Papa Giovanni XXIII di una struttura permanente per i senza fissa dimora. In previsione del prossimo inverno, ma in considerazione anche del difficile periodo di crisi che vede aumentare sfratti e distacco delle utenze, chiediamo a tutti di portare proposte concrete per contrastare il fenomeno del grave disagio sociale. Se si ritiene che il Centro diurno sia un’iniziativa utile per una città civile e solidale si cominci ad individuare un luogo adatto per poterlo organizzare e si collabori fattivamente alla sua gestione”     

 

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