Forlì non dimentica il sacrificio di Silver Sirotti: una corona al parco di via Ribolle

Domenica mattina a Forlì si è tenuto il 45esimo anniversario dell'attentato al treno Italicus, avvenuto a San Benedetto Val di Sambro il 4 agosto 1974.

Domenica mattina a Forlì si è tenuto il 45esimo anniversario dell'attentato al treno Italicus, avvenuto a San Benedetto Val di Sambro il 4 agosto 1974. La cerimonia nel parco “Silver Sirotti” di via Ribolle dove ha vsto la presenza dei familiari, delle massime autorità cittadine, dei gonfaloni del Comune di Forlì e della Provincia di Forlì-Cesena, delle rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, che hanno deposto fiori al cippo che ricorda il sacrificio del giovane forlivese. E' intervenuto il sindaco Gian Luca Zattini. 

L'esempio di Silver Sirotti

Il 4 agosto 1974 sul treno "Italicus", che collegava Roma con il Brennero, esplose una bomba provocando la morte di 12 persone e ferendone altre 48. La deflagrazione avvenne al termine della galleria di San Benedetto Val di Sambro, sulla linea Firenze-Bologna, a circa 40 Km da Bologna. L'attentato fu rivendicato dagli estremisti di “Ordine nero”. Fra i morti anche il ferroviere forlivese Silver Sirotti in servizio come controllore. Il giovane, diplomatosi all'Istituto tecnico industriale “G. Marconi” di Forlì nel 1968, era sopravvissuto all'esplosione ma trovandosi in vicinanza della vettura colpita e compresa la tragedia soccorse alcuni viaggiatori.

Quindi, visto che le fiamme si diffondevano sempre più, impugnò un estintore e tornò per l'ultima volta nella vettura maggiormente colpita, dove il fumo e le fiamme spensero la sua giovane vita. Nel 1975, con Decreto del Presidente della Repubblica, gli fu conferita la medaglia d'oro al valore civile per il coraggioso atto compiuto con la seguente motivazione: “Controllore in servizio, in occasione del criminale attentato al treno Italicus non esitava a lanciarsi, munito di estintore, nel vagone ov’era avvenuta l’esplosione per soccorrere i passeggeri della vettura in fiamme. Nel nobile tentativo, immolava la giovane vita ai più alti ideali di umana solidarietà. Esempio fulgido di eccezionale sprezzo del pericolo e incondizionato attaccamento al dovere, spinti fino all’estremo sacrificio.

Il ricordo di Di Maio

"Silver Sirotti è un eroe nazionale la cui storia merita di essere fatta conoscere di più e meglio. Quel maledetto 4 agosto del 1974 stava svolgendo le sue funzioni di controllore sul treno espresso Roma-Berlino che nel cuore della notte saltò in aria per un ordigno piazzato del gruppo terroristico “ordine nero” a San Benedetto Val di Sambro, al confine tra Toscana ed Emilia. Restarono ferite 48 persone, mentre 12 persero la vita. Tra queste, nella strage dell’Italicus, venne ucciso anche il forlivese Silver Sirotti". Lo scrive il deputato Marco Di Maio, ricordando la figura dell'eroe forlivese in occasione del 45° anniversario dell'Italicus.

"In realtà Silver nell’esplosione rimase illeso - prosegue il parlamentare -; morì per un eccesso di generosità. Dopo l’esplosione, infatti, anziché allontanarsi e mettersi definitivamente in salvo, sfidò l’inferno di fuoco e lamiere per cercare di salvare qualcuno dei passeggeri che erano intrappolati a bordo. Non riuscì, però, a salvare se stesso. Questo gesto di eroismo è valso a Silver la medaglia d’oro al valore civile: riconoscimento simbolico non solo delle virtù di quel ragazzo di 25 anni, ma anche nel debito che lo Stato ha nei suoi confronti".

"Pochi sanno o ricordano che su quel convoglio doveva viaggiare anche Aldo Moro - aggiunge Marco Di Maio -, che pochissimi minuti prima di partire da Roma venne fatto scendere da due funzionari del ministero degli Esteri per firmare delle carte urgenti. Lo statista avrebbe viaggiato su quel treno per raggiungere la famiglia in Trentino. Non è esagerato pensare che quell’attentato avesse proprio lui come obiettivo".

"Silver è un eroe che merita di essere ricordato, come fa ogni anno con dedizione, affetto e passione civile la sua famiglia grazie all’impegno del fratello Franco assieme ai propri cari - conclude il parlamentare -. La sua storia e quella delle tante vittime degli anni piombo, devono servire per trasmettere ai nostri ragazzi memoria e conoscenza degli anni più bui che la nostra Repubblica abbia conosciuto. Anni nei quali la democrazia è stata davvero in pericolo, ma la parte sana delle istituzioni assieme al diffuso senso civico di larga parte della popolazione ha permesso di salvarla e rafforzarla. Un insegnamento anche per l’oggi". 

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