Dalla droga ai furti: la Squadra Mobile sventa un piano d'assalto

Un pluripregiudicato forlivese di 62 anni, G.G. le sue iniziali, è stato arrestato con le accuse di detenzione illegale di arma comune da sparo, detenzione di arma clandestina e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti

Foto Frasca

Tentativo di furto o rapina sventato dagli agenti della Squadra Mobile di Forlì. Un pluripregiudicato forlivese di 62 anni, G.G. le sue iniziali, è stato arrestato con le accuse di detenzione illegale di arma comune da sparo, detenzione di arma clandestina e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L'uomo, con precedenti per reati contro il patrimonio e droga, era tornato in libertà dopo un periodo di detenzione in carcere. Giovedì gli inquirenti si sono presentati nella sua abitazione per una perquisizione domiciliare, ritenendo possibile un ritorno dell'individuo nel mercato dello spaccio.

I primi accenni di nervosismo hanno confermato quanto ipotizzato dagli uomini diretti da Claudio Cagnini. Il 62enne ha consegnato spontaneamente 10 grammi di cocaina suddivisi in dosi e due bilancini di precisione. In casa era presente anche un veneto sessantenne, con precedenti per rapine, furti e tentato omicidio (per aver tentato di investire i Carabinieri dopo un colpo messo a segno a Rimini alcuni anni fa).

L'individuo è stato trovato con 800 euro, 500 dei quali in monete da due euro, contenuti in una cassetta forzata da una slot machine. Per questo motivo è stato denunciato per ricettazione. Gli agenti hanno esteso la perquisizione, trovando due pistole in involucri avvolti da nastro adesivo e nylon nascoste nella cesta di un tosa erbe. Si tratta di una "Colt" a tamburo 357 Magnum con cinque colpi in canna e di una Lugar 7.65 con matricola abrasa. Entrambe sono al vaglio del personale della Scientifica.

In casa è stato anche trovato il "kit del ladrone": sono infatti stati sequestrati piedi di porco, radio trasmittenti, scanner, rilevatori di frequenze per allarmi e dispositivi per inibire i sistemi di sicurezza, ma anche guanti e passamontagna. Gli inquirenti ritengono che il 62enne offrisse ospitalità a malviventi e che probabilmente era in atto la preparazione di un colpo importante. Ora G.G. si trova in carcere a disposizione della magistratura.

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