Folgorato dalla musica balcanica, forlivese si trasferisce in Bulgaria per laurearsi: "Qui si lavora e vive bene"

Da Forlì è approdato a Sofia, in Bulgaria, innamorandosi della cultura e della musica bulgara, ed ora mira ad ottenere una laurea per diventare maestro di fisarmonica popolare bulgara

Da Forlì è approdato a Sofia, in Bulgaria, innamorandosi della cultura e della musica bulgara, ed ora mira ad ottenere una laurea per diventare maestro di fisarmonica popolare bulgara. Mario Zambrini ha 31 anni, è cresciuto a Forlì e ha fatto studi artistici. Da sempre è appassionato di musica, ma oltre 10 anni fa è arrivata la ‘folgorazione’ per la fisarmonica e in particolare per la musica balcanica. Ha raccontato a ForliToday la sua storia e i suoi progetti per il futuro.

Come è nata la tua passione per la musica?

Fin da piccolo sono stato spronato dai miei genitori a coltivare i miei talenti e per questo li ringrazio molto, soprattutto per i sacrifici che hanno fatto. A 11 anni ho iniziato con il pianoforte e il corno francese, più tardi sono approdato alla tromba ma da quasi 10 anni il mio strumento musicale principale è la fisarmonica! Strumento che mi permette di suonare ovunque (provate a farlo con un pianoforte…). Nel 2007 divenni ossessionato da un gruppo americano di musica Balcanica che si chiama 'A Hawk And a Hacksaw', composto da un fisarmonicista e da una violinista, così, col mio primo stipendio in una estate da muratore, comprai la mia prima fisarmonica e iniziai a suonarla imparando da YouTube, a orecchio, tutti i loro brani più belli. È da lì che ho iniziato a studiare la fisarmonica da autodidatta, anno dopo anno sono migliorato e ho suonato in molti gruppi anche in giro per l'Europa. Insieme a Vladimiro Cantaluppi, etnomusicologo che vive a Bologna, partecipai al progetto Notafa, un gruppo che, come gli A Hawk and a Hacksaw, suonava esclusivamente musica balcanica sulla base di una ricerca approfondita e selettiva di brani tradizionali.

Da quando vivi in Bulgaria e perché ti sei trasferito?

Seguendo la mia passione per la musica balcanica iniziai a viaggiare ripetutamente in Romania, ma fu in Bulgaria che trovai terreno fertile per proseguire la mia ricerca e quindi decisi di concentrarmi su quella tradizione, estremamente specifica. Allo scopo di immergermi in questa interessantissima cultura, dapprima feci un paio di viaggi, nell’inverno del 2016 e del 2017. In questi anni ebbi il mio primo imprinting con la Bulgaria visitando il Surva Festival a Pernik, un carnevale di tre giorni tra i più rilevanti di tutti i Balcani, non molto famoso a livello internazionale, ma con più partecipanti del carnevale di Rio! Pernik dista 40 km a sud-ovest di Sofia. A settembre 2017 mi trasferii in Bulgaria approfittando di un bando per svolgere Servizio di Volontariato Europeo, riservato ai giovani, avevo già 30 anni ed era la mia ultima possibilità. Ho trascorso 10 mesi intensi a Sliven, una cittadina a 300 km ad est di Sofia che è tra le più problematiche del paese, con un vero e proprio ghetto che ospita 20.000 rom non proprio ben voluti dalla maggioranza bulgara. Il mio progetto si occupava di educazione sociale nelle scuole. Grazie a questo progetto incontrai anche Angel Tichaliev, un meraviglioso maestro di musica rom e direttore della Karandila Orchestra, che io e altri volontari abbiamo aiutato con un progetto di raccolta fondi per sostenere la sua scuola di musica gratuita per i bambini poveri del ghetto, MusicForNadezhda.

Non sei più tornato in Italia?

Sono tornato in Italia l’estate scorsa e, in appena 4 mesi, ho lavorato come animatore in albergo in riviera, cantiniere a Cotignola per il vino bianco e operaio nei magazzini della frutta a Faenza, ma il desiderio di tornare in Bulgaria era forte.

Ci racconti cosa ti ha affascinato musica Bulgara?

I bulgari hanno una musica e una danza unica, si chiama Horò. È una danza molto antica, sacra, che si rifà all'universo, utilizzando movimenti simbolici delle gambe e delle mani. Si danza in catena e per il 99% delle volte ci si muove in senso antiorario. Questo serve a rimuovere l'energia negativa. Le figure dei movimenti sono: il sole, il serpente, la preparazione del pane, la raccolta del grano e hanno l'obiettivo di ricaricare con energia positiva. I loro costumi tradizionali hanno colori bianchi e rossi, con specifiche figure cucite intorno al collo, alle mani, alle gambe e sulle cinture, con la stessa funzione. Hanno 7 (numero magico) aree etnografiche e ciascuna di esse è caratterizzata dalla propria musica, dal proprio ritmo, dalle canzoni, dagli abiti, dal sentimento. Gli Horo rappresentano anche l'animo umano, il clima e il paesaggio. I bulgari hanno queste danze nel cuore e la conservazione di queste tradizioni li ha aiutati concretamente a restare uniti e a non perdere l’identità nazionale durante i secoli di dominazione ottomana (1395 - 1878). 5 secoli senza esistere sulla mappa del mondo.

Cosa vedi nel tuo futuro?

Il mio obiettivo finale è quello di spostarmi a Plovdiv, una città paragonabile a Bologna, per abitanti, dimensioni, presenza di giovani universitari e stimoli culturali. Quest'anno è la Capitale Europea della Cultura, assieme a Matera. C'è una scuola di musica tradizionale, l’AMTII, che sta alla musica folk bulgara come la Scala di Milano sta all'opera. Durante una mia visita alla scuola per avere informazioni, il professor Lyuben Dosev mi ha spiegato che uno straniero, per essere ammesso, deve frequentare un anno integrativo che prevede un corso di Bulgaro intensivo e un corso di introduzione alla musica. Dopo l’anno integrativo dovrei fare un test d'ingresso per frequentare i 4 anni di corso di fisarmonica assieme ai madrelingua. Al termine di questi 4 anni potrei ottenere la laurea con la qualifica di maestro di fisarmonica popolare bulgara, con il quale potrei essere abilitato all'insegnamento nelle scuole e magari tornare a Forlì. Essendo la retta dell’anno integrativo decisamente proibitiva per me, ho deciso di cercare lavoro in Bulgaria e fare l'esame di ammissione da privatista.

In Italia non avresti avuto le stesse possibilità?

Per trovare lavoro in Bulgaria ho puntato sui call center, per poter iniziare a lavorare in lingua italiana, per un italiano è facile trovare lavoro in Bulgaria, hanno sete di madrelingua da tutte le maggiori d'Europa. Ho ricevuto ben due risposte positive in appena 2 giorni. La mia esperienza di ricerca di lavoro tramite i siti italiani non ha mai fruttato un'occupazione, né tantomeno un "le faremo sapere". Oggi vivo e lavoro a Sofia e devo dire che le condizioni sono ottime e difficilmente le avrei trovate in Italia. Svolgo assistenza clienti come agente di viaggio per la più grande agenzia di viaggi online d'Europa. Dopo due mesi sono entusiasta della mia azienda, mi sento valorizzato e rispettato come lavoratore. La paga è come in Italia, ma qui il potere d'acquisto triplica e inoltre ho un contratto a tempo indeterminato. Non ho mai visto un contratto a tempo indeterminato in Italia. Ho bonus aziendali, assicurazione sanitaria e aiuto per l'affitto aggiunti allo stipendio di base. Riesco a vivere bene, ora posso anche aiutare economicamente la mia famiglia.

La tua famiglia come ha accolto questa scelta?

Mio padre inizialmente non la prese bene, mi disse: “Che cosa ci vai a fare in Bulgaria che scappano tutti da là?” Oggi penso che i miei genitori siano fieri del percorso che ho intrapreso, nonostante la distanza, sapere che ce la sto facendo e che mi sto realizzando li rende sicuramente più sereni. In fin dei conti non sono così lontano, siamo in Europa, è la nostra casa, ovunque lavoriamo.

Quanto pensi di restare in Bulgaria? Tornerai nella tua città?

Il mio progetto è di vivere in Bulgaria per almeno 4 anni, in modo da diplomarmi all'accademia di musica tradizionale. E poi si vedrà. In questo periodo comunque tornerò spesso in Italia, come ho fatto l’anno scorso, per suonare ad eventi e per insegnare le danze bulgare che ho imparato qui e in generale per fare scoprire la cultura di questo paese, così vicino a noi ma così sconosciuto.

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