Fotografia, quarta grande mostra al S.Domenico con Scianna: "Forlì ed io? Ci siamo incontrati"

Inizia col botto l’edizione 2018 della Settimana del Buon Vivere dedicata ai Luoghi: merito della prima mostra antologica di Ferdinando Scianna

Inizia col botto l’edizione 2018 della Settimana del Buon Vivere dedicata ai Luoghi: merito della prima mostra antologica di Ferdinando Scianna, uno dei maestri riconosciuti della fotografia internazionale, che esordirà sabato  ai Musei San Domenico di Forlì, in stretta connessione con la SBV, per poi dominare il sempre più accattivante scenario culturale di piazza Guido da Montefeltro, sino al 6 gennaio 2019. “Viaggio, Racconto e Memoria”, questo il titolo della retrospettiva dedicata all’artista siciliano, è la quarta mostra fotografica che Comune di Forlì, Fondazione Cassa dei Risparmi e Civitas propongono al San Domenico.

“Ferdinando Scianna – illustra alla ‘vernice’ della rassegna antologica, l’artefice della Settimana del Buon Vivere Monica Fantini– è un fotografo vero che nella sua straordinaria carriera ormai cinquantennale ha saputo raccontare emozioni senza tempo”. “La comunità che rappresento – interviene il sindaco di Forlì Davide Drei – è orgogliosa del fatto che un maestro della fotografia del calibro di Scianna, abbia scelto la nostra città per la prima retrospettiva assoluta della sua straordinaria attività”. Se l’amministratore delegato di Civita Mostre Alberto Rossetti, incaricato di organizzare anche la rassegna sul fotografo siciliano, ammette che “Viaggio, Racconto e Memoria” è stato preparato grazie alle indicazioni dello stesso maestro (Scianna accompagnerà idealmente i visitatori con un’audioguida, in cui racconta in prima persona il suo modo di intendere la fotografia e il guardare al nostro tempo), Giorgio Verdecchia, presidente di Civitas (l’ente strumentale della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì) ricorda che Scianna è fotografo ma nello stesso tempo scrittore - “Sono un fotografo che scrive” - e dunque perfettamente in grado di raccontare il mondo visto dall’obiettivo, anche con le parole.

VIDEO: Ferdinando Scianna spiega la sua antologica a Forlì

Dopo Denis Curti, curatore della mostra assieme a Paola Bergna e Alberto Bianda, che ricorda ai presenti le 6 sezioni “La Memoria”, “Il Racconto”, “Ossessioni”, “Il Viaggio”, “Ritratti”, “Riti e Miti” in cui si dipana la rassegna, allestita in 5 sale al primo piano del San Domenico, per un totale di 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, a loro volta articolate in 19 filoni tematici, sale in cattedra lo stesso Scianna. “Vi state chiedendo perché all’età di 75 anni ho deciso di puntare su Forlì per la mia prima retrospettiva? Diciamo che ci siamo incontrati, ma anche che si tratta di una scommessa, anche se non avviene certo per caso. Oggi vi propongo un viaggio nella mia vita, nei luoghi da me osservati e descritti in tanti anni di lavoro. La mia memoria fotografica è patrimonio di tutti: spero che coloro che decideranno di venire a vedere la mostra, rispondano alla volontà di racconto del mio percorso”.

Il maestro siciliano, dopo il taglio del nastro inaugurale operato dalla moglie Paola, conduce i presenti lungo le linee ideali e visive della sua carriera, iniziata nel 1964 a Bagheria, alle porte di Palermo. In ognuna delle 5 sale di articolazione della mostra, Scianna spende tante parole. “La fotografia va interrogata in modo diverso dalla pittura: in un’antologica si possono, infatti, esporre anche ossessioni e immagini solitarie”. Altre frasi ad effetto, catturate lungo il percorso della “vernice”: “Il fotografo è uno che guarda e osserva, ma senza riuscire a fuggire dal proprio corpo”. Nel 1984, a Macallè, in Etiopia, Scianna fotografa i bambini, molti dei quali destinati a morire: “Fu traumatico sapere che ne perivano 60 al giorno, tant’è che per un po’ andai in crisi”. Nella sezione dei paesaggi, il maestro confessa che è un filone che non ha mai amato ma da cui non si poteva certo esentare: “Personalmente ho sempre rifiutato la specializzazione, ma è anche vero che è il mondo che scrive di sé stesso. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano”. Se dunque è difficile caratterizzare professionalmente Scianna, è anche vero che basta leggere la sua biografia per capire che è stato un eccezionale reporter di moda. E’ una qualità che emerge a Milano negli anni Ottanta, dall’incontro con Dolce e Gabbana: a Scianna viene richiesto di realizzare un catalogo inserendo la splendida modella Marpessa nel contesto della sua Sicilia. “Adesso, con immutata passione, opero nei campi più diversi”. Dopo l’esordio a Forlì, la mostra sarà presentata in varie città, in Italia e all’estero, a partire da Palermo e Venezia.

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