Franco Rusticali, il ricordo del sindaco Drei: "Salvò mia madre dopo un infarto"

Sala piena al Circolo "La Scranna" lunedì scorso in occasione della serata in ricordo dell'ex sindaco Franco Rusticali, alla presenza dei suoi famigliari. Erano presenti diversi ex sindaci, ex parlamentari e amministratori e i consiglieri comunali dei trascorsi mandati amministrativi

Sala piena al Circolo “La Scranna” lunedì scorso in occasione della serata in ricordo dell'ex sindaco Franco Rusticali, alla presenza dei suoi famigliari. Erano presenti diversi ex sindaci, ex parlamentari e amministratori e i consiglieri comunali dei trascorsi mandati amministrativi. “La vostra partecipazione ci dice più di ogni altra cosa come fosse giusto e opportuno promuovere e organizzare questo incontro;” ha esordito Romano Baccarini, presidente dell'associazione ex consiglieri - “con Rusticali, e grazie alla sua opera di capogruppo del partito di maggioranza relativa ­la città ebbe il suo primo governo di centro sinistra. Fu una stagione politica di grande rilievo, insieme riuscimmo a trovare vie strategiche per la crescita della città”.

“Ho conosciuto l'ex sindaco prima nella sua veste di medico - ricorda il sindaco di Forlì, Davide Drei - mia madre fu colpita da un grave infarto e lui la salvò. Poi, divenuta sua paziente, la seguì per lungo tempo come cardiologo e mia madre vive ancora oggi. Oggi, da sindaco in carica, tocco con mano, quasi quotidianamente, quanto è stato fatto nei suoi anni di governo. Tutti i grandi interventi che hanno caratterizzato il cambiamento e la trasformazione per il progresso di Forlì hanno visto il suo interessamento, la sua impronta e la sua preoccupazione. Tutto affinché i cittadini potessero fruire di servizi migliori e di più opportunità. Non lo dimenticheremo e appena si potrà la Città gli attribuirà i riconoscimenti che gli spettano.” 

“Non vi nascondo una certa emozione nel parlare di Franco di fronte ai suoi famigliari perchè prima della frequentazione per i comuni ideali politici tra di noi c'era una bella e solida amicizia. - dichiara un altro ex sindaco della città, Sauro Sedioli - Quello che oggi è indispensabile è aprire una nuova stagione di progettualità per Forlì. Avere idee chiare sulle linee di indirizzo e di sviluppo, tenendo presente che la dimensione con cui confrontarsi è quantomeno quella romagnola. Parlo soprattutto di progettualità politica senza dimenticare il valore essenziale dell'unità tra le città. Mi riferisco ad un certo leaderismo che ha prevalso alcuni anni fa e che ha portato anche a situazioni di rottura con le città vicine. Abbiamo l'Università perchè avevamo la consapevolezza che non avremmo mai vinto da soli ma tutti insieme.”

Successivamente ha preso la parola Giovanni Tassani il quale ha ripercorso le vicende travagliate del complesso San Domenico e la scelta compiuta di abbandonare definitivamente l'idea di costruirvi il nuovo teatro per destinarlo a sede museale. “Dal 1995 al 2005 la città è veramente molto cambiata -  ha affermato l'architetto Gabrio Furani – e sotto il profilo urbanistico si può dire che si abbandonò il criterio della quantità, che negli anni'70 era fortemente presente, per puntare su quello della qualità. Dagli anni'90 cambiò il rapporto tra amministratori e struttura comunale: controllo e indirizzo separati dalla gestione".

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"Di Rusticali – ha evidenziato l'architetto forlivese – ricordo la propensione all'ascolto, la disponibilità al cambiamento, indipendenza nella gestione della cosa pubblica con una sintesi tra idealità e realismo e la capacità di disegnare strategie in modo collegiale. Furono 4 i temi fondamentali che caratterizzarono il decennio 1995 - 2004: Forlì dell'alta formazione e della cultura, Forlì città della tecnologia, Forlì città del welfare e Forlì città dello sviluppo governato e programmato". "Ultima cosa – conclude l'architetto -  tutto quello che è stato pensato nel decennio guidato da Rusticali è stato completamente realizzato o è molto avanti nella strada realizzativa. Occorre completarlo per non pregiudicare l'efficacia degli investimenti fatti”. Nella parte conclusiva della serata hanno portato la loro testimonianza anche  Mauro Bacciocchi, Danilo Casadei, Paolo Talamonti e Luigi Ascanio.

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