L'ultimo sms di Alina alla madre: "Sono felice". "Eri piena d'amore. Perdona la persona che ti ha uccisa"

C'erano amici, ma anche chi aveva visto il volto di Alina tra un acquisto e l'altro al centro commerciale Punta di Ferro

Un assordante silenzio. Negli occhi dei presenti, raccolti in preghiera, rabbia e dolore. Ma anche uno sguardo pieno di speranza. Una folla commossa ha dato mercoledì pomeriggio l'ultimo saluto ad Alina Marchetta, la 26enne travolta ed uccisa domenica mattina in una tragico incidente in viale Salinatore. Nella chiesa di Regina Pacis tantissime persone hanno fatto sentire il loro affetto ai familiari della ragazza e al fidanzato. C'erano amici, ma anche chi aveva visto il volto di Alina tra un acquisto e l'altro al centro commerciale Punta di Ferro, dove la giovane lavorava nel punto vendita StellaZeta.

Davanti al portone della parrocchia è stato appeso un cartellone con un'immagine di Alina insieme al fidanzato. Il carro funebre è arrivato scortato dai “Black Devis”, un gruppo motociclisti di cui fa parte il compagno della 26enne. Chi la conosceva l'ha ricordata come una ragazza piena di gioia. "Sono felice", è stato l'ultimo sms della ragazza alla madre. "Ho parlato con i suoi, familiari, i suoi amici e tutti mi hanno descritto Alina come una ragazza gioiosa, sorridente e solare - sono state le parole di don Edidiong (don Lijo Francis) durante l'omelia -. La sua vita si può riassumere in una parola: amore. È stata portata via prima del tramonto, ma il suo amore resta con noi ed è più forte di tutto, anche della morte".

"Questo sentimento è l'unica forza invisibile che salva, fortifica e rimane. La morte non è la fine di tutto. L'amore tenero, forte ed infinito di Alina ha vinto - ha aggiunto il sacerdote -. Vorrei il tuo perdono Alina. Perdona questa società di civili che non ha saputo proteggerti, conoscerti ed amarti. Perdona la tua famiglia, il tuo fidanzato, i tuoi amici, la Chiesa per i momenti in cui non hanno saputo amarti. Perdona la situazione che ci ha portati qui. Perdona la persona che ti ha uccisa".

Al termine della funzione ha preso la parola la sorella maggiore di Alina: "Quale bellezza salverà il mondo? Qual è la sorgente da cui sgorga la bellezza? Non posso non chiedermelo quando ti guardo, Alina. La tua giovinezza ed il tuo sorriso erano come un giardino fiorito, pronto a sbocciare. Mentre scrivo io ti sento vicina a me in questa panchina. Mia sorella era un'artista, la bellezza dell'essere umano ci ricorda che siamo anime immortali". Anche le colleghe di lavoro  hanno salutato l'amica ricordando il suo" carattere solare, sorridente e forte" ed augurandole "un buon viaggio".
 

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