"Ci invitava a non pregare per lui, dicendo che la morte era un atto della vita": l'ultimo saluto a Martino Cichocki

Il mondo del volontariato e della politica di area cattolica si sono stretti nel dolore per l'ultimo saluto a Martino Cichocki, deceduto domenica nella sua abitazione di Forlì

Il mondo del volontariato e della politica di area cattolica si sono stretti nel dolore per l'ultimo saluto a Martino Cichocki, deceduto domenica nella sua abitazione di Forlì, a 72 anni. Cichocki era minato dal Morbo di Parkinson, malattia che aveva scoperto quando aveva 45 anni e che ha lasciato un segno nella sua fede prima ancora che nel syuo corpo. “Ci invitava a non pregare per la sua guarigione, dicendo che la morte era un atto della vita, come diceva Benedetta prima di morire”, ha spiegato un amico in una lettera letta dal pulpito di Regina Pacis, chiesa che ha accolto l'addio di parenti e amici, mercoledì pomeriggio.

VIDEO - L'addio di famigliari e amici: "Hai aiutato tanto e tanti"

La cerimonia funebre è stato officiata dal parroco don Roberto Rossi e dal vicario del vescovo don Pietro Fabbri. Tanti gli esponenti della politica e delle istituzioni presenti: il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi Roberto Pinza, Piergiuseppe Bertaccini, il presidente della Camera di commercio Alberto Zambianchi, l'assessore Paola Casara in rappresentanza del Comune, Giorgio Calderoni, il candidato sindaco con cui ha condiviso l'ultimo tratto del suo cammino politico. In tanti hanno voluto ricordare aneddoti di vita, testimonianze di fede e impegno nel volontariato internazionale di Cichocki, parlando davanti al suo feretro e ai tanti presenti. Per ultimo lo stesso Calderoni, che ha ricordato un caldo abbraccio di amicizia, alcuni mesi fa.

Ingegnere, esponente storico della Democrazia Cristiana, di area 'andreottiana' e poi dell'Udc di Perferdinando Casini, è stato vice-presidente di Ital Poste, e consigliere della Pibi-gas (società dell'Agip). A Forlì è stato consigliere comunale dello scudo crociato. Messa da parte la politica attiva, si è occupato di volontariato, nell'associazione Ava, da lui fondata nel 1992, specializzata nella cura degli ammalati, quello che è stato il suo principale impegno. Ha scritto il libro autobiografico 'Riflessioni. Un aiuto alla vita', in cui ragiona sulla malattia, descrivendola un dono del Signore e una strada verso la conversione e il rafforzamento della fede. “Hai aiutato tanto e tanti”, sono le parole riecheggiate  nella sua parrocchia.
 

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