Bagno di folla per l'ultimo saluto a don Mino: "Ha sempre creduto in Dio senza incertezze"

l termine, le spoglie mortali di don Girolamo “Mino” Flamigni sono state trasferite a Santa Lucia di Predappio per essere tumulate nella tomba di famiglia

Duomo stracolmo venerdì pomeriggio al Duomo di Forlì, per l’estremo saluto a don Mino Flamigni, prete gioioso, testimone autentico di carità cristiana, scomparso martedì scorso nella Casa degli Anziani di via Pistocchi all’età di 85 anni. La cerimonia funebre è iniziata puntuale alle 15, ma le prime avanguardie della muraglia umana accorsa per l’addio si sono manifestate sin dalle 14. Presieduta dal vescovo uscente di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi, la lunga celebrazione eucaristica che ha coinvolto almeno 50 sacerdoti, si è dipanata per oltre due ore fra gioia e commozione, fra preghiere, canti corali e ringraziamenti doverosi ad un prete che ha insegnato ad amare gli ultimi a generazioni di forlivesi. Come già accaduto 7 anni fa per l’estremo saluto a don Amedeo Pasini, compagno di cordata caritativa di don Mino per oltre 40 anni, nei primi banchi del Duomo sedevano quei “piccoli” (ma così grandi agli occhi del Signore) tanto amati da due sacerdoti, provenienti da Associazione e Cooperativa “Paolo Babini”, Associazione “Luigi Lago”, “Villaggio Mafalda”, “Campo di condivisione di Borca” e Opera Don Pippo.

IL VIDEO: Cerimonia solenne in duomo, con oltre 50 preti

"Siamo qui riuniti ad una liturgia pasquale - dichiara il vescovo Pizzi nell’omelia – perché questo sacerdote innamorato della sua vocazione vissuta come servizio, ha sempre creduto in Dio senza incertezze, sicuro di vivere nella fede con gioia". A proposito di fede: “Quella aiuta e molto – ha lasciato scritto don Mino nel suo testamento spirituale – perché io credo che non ci sia altra possibilità che affidarsi al Signore, perché è lui la nostra forza”. Sia durante la preghiera dei fedeli che al termine della Messa, subito prima della preghiera esequiale, sul presbiterio si sono succeduti testimonianze e ringraziamenti di chi ha beneficiato delle certezze di fede operosa di don Mino. Oltre ai referenti delle realtà caritative seguite dal grande sacerdote, fra cui la “Paolo Babini” e la stessa Comunità Papa Giovanni XXIII fondata dal riminese don Oreste Benzi, di cui don Mino era confessore, nella navata centrale della Cattedrale di Forlì hanno riecheggiato le voci dell’amico inseparabile ingegner Martino Cichocki, che ha contribuito materialmente alla costruzione della chiesa parrocchiale di San Paolo, imparando da don Flamigni a “fidarsi della Provvidenza Divina” e di Matteo Corzani, giovane disabile socio fondatore dell’Associazione Famiglie Ragazzi Senza Voce di Forlì, che ha raccontato dei tanti campi di condivisione a Borca Sappada, nei quali “don Amedeo animava fisicamente i govani, mentre don Mino ci sosteneva con la preghiera”. “Don Mino – ha dichiarato il Sindaco Davide Drei in conclusione – è stato anche un grande cittadino, perché ha fatto tanto bene per la comunità forlivese nel suo prendersi cura senza riserve dei più piccoli”. Al termine, le spoglie mortali di don Girolamo “Mino” Flamigni sono state trasferite a Santa Lucia di Predappio per essere tumulate nella tomba di famiglia.

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