Taccheggiatrici seriali all'iper, la mamma poteva contare sull'aiuto della figlioletta: stanate dalla Polizia

Un piano ben organizzato, quello messo in atto dal terzetto, ma che è stato sventato dagli agenti dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Forlì, diretto dal dirigente Stefano Santandrea

Per rubare poteva contare sulla complicità della sorella e della figlioletta di 10 anni. Un piano ben organizzato, quello messo in atto dal terzetto, ma che è stato sventato dagli agenti dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Forlì, diretto dal dirigente Stefano Santandrea. Nella rete sono finite una marocchina di 37 anni, la sorella 25enne, entrambe con cittadinanza italiana e residenti ad Este (Padova), e la minorenne. La prima è stata arrestata in flagranza di reato per tentato furto aggravato continuato in concorso, mentre la sorella è stata indagata a piede libero. Segnalazione dei fatti è stata inviata anche al Tribunale per i minorenni di Bologna, per lo stato di grave pregiudizio evidenziatosi al riguardo della bambina. Le ladre, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avevano trovato ospitalità per alcuni giorni da un amico, estraneo ai fatti.

I furti

Ad esser preso di mira nella giornata di lunedì è stato il centro commerciale "Punta di Ferro", facendo incetta di scarpe da ginnastica. A chiamare la Polizia è stato l’Ufficio sicurezza del Conad, che aveva appena sorpreso le due sorelle, con la piccola al seguito, in possesso di un paio di scarpe "Adidas" occultate nella borsa, private del dispositivo antitaccheggio. Quando sul posto è sopraggiunta la Volante, ha trovato solamente la 37enne con la figlia, mentre la 25enne si era allontanata. I poliziotti hanno accertato che le scarpe erano state private dell’antitaccheggio utilizzando una pinza a sua volta prelevata dal reparto utensileria dello stesso esercizio commerciale. Poco dopo la sorella è stata rintracciata e identificata. Gli agenti hanno perquisito l'auto in uso alle donne, trovando altre sei paia di scarpe della stessa marca. Inoltre, la 37enne indossava delle "Fila" nuovissime; questo ha insospettito i poliziotti, che hanno ben pensato di sequestrargliele.

Le indagini

In considerazione dell’imminente orario di chiusura, non è stato possibile nell’immediato ricostruire dettagliatamente quanto era avvenuto, le modalità di commissione del reato e il grado di partecipazione assunto dalle tre donne. Per questo motivo è stata arrestata solamente la donna che, nella flagranza, era stata colta in possesso delle scarpe nella borsa. Il giudice Marco De Leva (pubblico ministero Federica Messina) ha convalidato l'arresto, e, tenuto conto dell’incensuratezza dell’imputata, l’ha rimessa in libertà rinviando il processo al 2 settembre.

L'aiuto della bimba

Nel frattempo, l’Ufficio Prevenzione Generale ha proseguito gli accertamenti per verificare la provenienza delle sei paia di scarpe trovate dentro l’auto e quelle che la donna calzava al momento dell’arresto.Visionando le immagini dell’impianto di videosorveglianza è così risultato chiaro che tutte e due le adulte avevano agito insieme, con l’aiuto della piccola di 10 anni, la quale talvolta agiva da “palo” ed altre volte favoriva in pieno il furto usando la modalità studiata dalla madre e dalla zia, cioè quella di entrare ed uscire in diversi momenti dall’esercizio commerciale calzando ai piedi le scarpe da rubare. Le immagini hanno anche dimostrato che l’azione era in atto sin dal mattino, così da arrivare ad accumulare gli articoli sottratti senza dare troppo nell’occhio, anche col favore del cambio turno delle cassiere. L'ammontare della refurtiva è di circa 800 euro.

Il furto "mancato"

Altri accertamenti hanno inoltre fatto emergere un tentativo di furto sventato nella stessa giornata in un altro negozio del centro commerciale. In questo caso, il terzetto si era appropriato di un paio di scarpe del valore di circa cinquanta euro occultandole nella borsa, e stavano per riuscire nell’intento poiché l’articolo non era dotato di antitaccheggio. Anche qui avevano adottato la tecnica di apparire insospettabili presentandosi come due persone intente a fare shopping, mano nella mano con la bambina, pagando alla cassa un articolo di pogo valore. Solo l’attenzione e il “fiuto” di una commessa hanno permesso di coglierle sul fatto, costringendole a pagare la merce.

Altre perquisizioni

La Polizia ha anche svolto una perquisizione domiciliare nell’appartamento temporaneamente occupato dalle donne a Forlì, nella zona di piazzale Ravaldino ed abitato da un loro amico che le stava ospitando in questi giorni, ma qui non è stato trovato nulla di sospetto. Probabilmente le donne avevano in animo di raccogliere quanto più potevano durante la loro “trasferta” romagnola, visitando diversi negozi del centro commerciale, ma la loro attività illecita è stata bloccata dalla Polizia. Segnalazione dei fatti è stata inviata anche al Tribunale per i minorenni di Bologna, per lo stato di grave pregiudizio evidenziatosi al riguardo della bambina.

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