Gioco d'azzardo, appello ai candidati sindaci: "Cosa intendete fare?"

I candidati alle prossime elezioni amministrative del prossimo 26 maggio si esprimano sul gioco d'azzardo e le ludopatie.

I candidati alle prossime elezioni amministrative del prossimo 26 maggio si esprimano sul gioco d'azzardo e le ludopatie. E' la richiesta che arriva da Angelo Ricci, presidente dell'associazione Balena Ludens e membro del Direttivo dell'associazione “Legalità bene comune”: “L'amministrazione uscente si è dimostrata sensibile all'argomento: durante la "Settimana del buon Vivere" dello scorso settembre è stato aperto un tavolo di confronto che, probabilmente per la prima volta in Italia, portava contributi congiunti di medici, psicologici, game designer e, ultimo ma non ultimo, anche associazioni di giocatori. Sì, anche di gruppi persone che scelgono come hobby una delle mille forme di intrattenimento ludico: dai giochi da tavolo alle macchine radiocomandate, dai modellisti ai, perché no, videogamers. Per capire la portata innovativa di tale momento di confronto, basta porre l'attenzione sull'assessorato che ha seguito l'evento: quello con deleghe alla cultura e alle politiche giovanili e non quello al Welfare.  Ne scaturiva un messaggio di una forza incredibile: si può cercare di prevenire l'azzardopatia (gambling disorder) e la ludopatia (gaming disorder) facendo cultura e non solo repressioni e regolamenti”.  

“Se fino ad oggi l'impegno al contrasto di queste dipendenza si è quasi sempre basato sul "non fare" (limitazioni degli orari di accesso all'azzardo, distanze dai luoghi sensibili, etc), domani si può e si deve pensare alla cultura del "fare", far crescere la consapevolezza delle meccaniche e delle dinamiche del gioco con l'obiettivo di proporre un progetto educativo che vada oltre la dicotomia, per il vero molto effimera, tra gioco e azzardo;  far emergere ed apprezzare modelli di comportamento basati su aggregazione e condivisione”.

Conclude la nota: “Nella nostra città si fatica a far decollare questi progetti pilota nelle scuole e nei centri culturali e aggregativi (biblioteche, centri giovanili, parrocchie etc). In Italia siamo spesso abituati che le buone idee, anche quando godono della sensibilità degli Aaministratori, si arenano davanti alla cronica mancanza di fondi da destinare a queste attività. Una volta ogni tanto, non sembra invece essere un problema di soldi: la Regione stanzia fondi per la prevenzione di queste patologie che ancora faticano a trovare una "messa a terra". Difficoltà burocratiche e carenze di interlocutori rendono difficile non solo accedere ai fondi, ma anche iniziare un dialogo, ad esempio, con i distretti scolastici. Eccomi dunque a lanciare un appello a tutti i candidati sindaci: manifestate fin da ora la volontà di dare continuità a questo progetto che le competenze di questo territorio stanno  contribuendo a far nascere”.

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