Domenica l'undicesima Giornata del Sollievo

Giornata del Sollievo, si rinnova la lotta al dolore in tutte le sue forme. Domenica si celebrerà l'undicesima edizione della manifestazione promossa dal Ministero della salute

Giornata del Sollievo, si rinnova la lotta al dolore in tutte le sue forme. Domenica si celebrerà l’undicesima edizione della manifestazione promossa dal Ministero della salute, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e dalla Fondazione nazionale “Gigi Ghirotti”. In Emilia-Romagna, si è deciso di anticiparla a mercoledì, quando, a Bologna, si terrà il convegno “La rete ospedale-territorio per la lotta al dolore”.

A Forlì, il Comitato ospedale-territorio senza dolore - creato col compito di promuovere e facilitare le iniziative dirette a diminuire la sofferenza del malato, oncologico e non, e formato sia dai professionisti dell’Azienda Usl coinvolti in questo campo sia da rappresentanti del mondo del volontariato, coordinati dal dott. Marco Maltoni, direttore dell’U. O. di Cure Palliative - è, da anni, impegnato in molteplici attività: dalla sistematica rilevazione del dolore, al suo corretto trattamento, sino alla formazione di medici e infermieri, e allo studio di progetti di miglioramento. Fra questi ultimi, i più recenti sono la predisposizione di un apposito percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale per la lombosciatalgia acuta e cronica, attraverso il coinvolgimento di ortopedici, terapisti del dolore, medici di medicina generale, fisiatri, e neurologi, e la sperimentazione, nell’U.O. di Chirurgia Toracica, diretta dal dott. Davide Dell’Amore, di crono-infusori con sistema PCA (Patient Controlled Analgesia) per il rilascio di farmaci analgesici in vena.

«Il percorso per la lombosciatalgia serve a razionalizzare e coordinare l’intervento dei diversi professionisti, in quanto l’approccio chirurgico è riservato a un limitato numero di casi, mentre per tutti gli altri sarebbe preferibile un trattamento medico – spiega il dott. Emanuele Piraccini, responsabile dell’ambulatorio per il dolore non-oncologico sorto all’interno dell’U.O. di Anestesia-Rianimazione, diretta dal dott. Giorgio Gambale – per tale ragione, insiema al dott. Francesco Lijoi, direttore dell’U.O. di Ortopedia, stiamo mettendo a punto un iter diretto da una parte a razionalizzare gli accessi alle visite ortopediche, affinchè siano limitate solo a quei pazienti che ne hanno reale necessità, dall’altra a far sì che ciascuno sia inviato direttamente allo specialista più adatto a occuparsi della sua singola problematica». Per quanto riguarda, invece, la seconda iniziativa, il sistema PCA (Patient Controlled Analgesia) «consente allo stesso paziente, in caso di improvvisi attacchi di dolore acuto, di aumentare autonomamente la quantità di farmaco iniettata, spingendo un semplice pulsante». «Chiaramente – continua il dott. Piraccini – il rilascio gestito dal malato è appositamente disciplinato per impedire che vi si ricorra troppo spesso e/o in modo inappropriato».

L’attenzione alla dimensione della sofferenza del malato è da anni una costante della Regione Emilia-Romagna e dell’Ausl di Forlì che, a livello di cure palliative e terapia del dolore, sono state dei precursori, in particolare per quando riguarda la rilevazione della sofferenza del malato, ora obbligatoria in base a quanto previsto dalla legge 38 del 2010.

A Forlì, tale rilevazione è addirittura parte integrante della cartella clinica informatizzata del paziente. «Nei reparti post-chirurgici, avviene in maniera sistematica, attraverso una scala numerica da 0 a 10 – illustra il dott. Piraccini – è fondamentale, infatti, trattare tempestivamente il dolore acuto post-operatorio, che rischia altrimenti di cronicizzarsi». L’ambulatorio ha il compito di occuparsi di tutti i tipi di dolore cronico non oncologico «Dall’inizio di quest’anno, abbiamo ampliato il servizio, garantendo 3 sedute settimanali, anziché due, per un totale di 18 ore – prosegue il dott. Piraccini – in futuro, contiamo di crescere ancora, per effettuare anche le infiltrazioni più complesse». L’approccio al dolore è multiprofessionale, in quanto, come puntualizza l’infermiera dell’ambulatorio Cristina Turroni, «una corretta rilevazione da parte dell’infermiere è essenziale nella gestione complessiva del malato». I pazienti seguiti, al momento, sono circa 400 l’anno, inviati dai medici di medicina generale o da specialisti, in particolare ortopedici, fisiatri, neurochirurghi. Per accedervi, infatti, è indispensabile la richiesta del proprio medico. Per quanto riguarda, poi, il parto-analgesia, è tutta l’U.O. di Anestesia che, nei casi in cui sia considerato appropriato, se ne occupa.

I malati con dolore oncologico sono invece presi in carico dall’U.O. Cure Palliative-Hospice del dott. Maltoni, caratterizzata da un approccio olistico alle cure, attraverso terapie del dolore, trattamento dei sintomi, riattivazione e preservazione delle funzioni fisiche, attenzione alle dimensioni psicologica, sociale e spirituale. Da sottolineare, infine, l’impegno sul fronte della formazione, portato avanti dal Comitato in collaborazione con l’U.O. Formazione e la Direzione Infermieristica e Tecnica dell’Azienda.

«Fra 2011 e primi mesi del 2012 – illustra il dott. Maltoni – abbiamo tenuto sette corsi per medici e infermieri non solo sugli aspetti pratici della rilevazione del dolore, ora obbligatoria, ma anche sulla ratio che ne è alla base, perché senza una piena consapevolezza da parte del personale è impossibile raggiungere risultati. Adesso, con l’audit clinico che partirà a breve, verificheremo se i nostri interventi sono stati efficaci». Oltre agli operatori sanitari, tuttavia, è necessario anche  sensibilizzare i pazienti. «Devono sapere  che il trattamento del dolore è un loro diritto – dichiara il dott. Maltoni – e richiedere, di conseguenza, un trattamento adeguato».

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