"Forlì e la Grande Guerra": nasce un gruppo di ricerca

Il progetto che sta prendendo forma è promosso da "il Momento", il giornale fondato appunto nel 1919 da monsignor Giuseppe Prati; si avvale del sostegno della Fondazione Roberto Ruffilli

Ritrovo militare, operante durante la Grande Guerra; foto scattata nel cortile del vecchio seminario, attuale sede del Momento. Sono riconoscibili nella foto mons. Pasini, don Pippo e l'avv. Bassetti.

Si è costituito in città un gruppo di ricerca con lo scopo di approfondire gli aspetti sociali, politici, economici e culturali della Forlì del primo ventennio del Novecento, che si esprimerà principalmente attraverso il settimanale “Il Momento”, con il sostegno di Fondazione Roberto Ruffilli e Banca di Forlì. 1914-1918 sono le date di inizio e fine di un conflitto che per la prima volta nella storia può definirsi “mondiale”, per il coinvolgimento di tanti paesi di ogni parte del mondo.

Milioni di vittime e grandi trasformazioni politiche sono le drammatiche conseguenze di questa guerra di cui ricorre a breve il centenario. Già la stampa ha iniziato ad occuparsene, cercando nei luoghi le tracce di vicende in cui protagonista è prima di tutto l’uomo, con il suo carico di paure, errori, eroismi, sacrifici, nel susseguirsi di tanti eventi incalzanti. Anche Forlì, come il resto d’Italia, si trova coinvolta e partecipa al fermento sociale, culturale ed ideologico di quegli anni; ecco allora emergere tanti aspetti interessanti che vale la pena di approfondire per meglio comprendere il presente, studiando il passato. E’ nato così in città un gruppo di ricerca costituito da alcune persone che, nello spirito gratuito di un volontariato culturale, vuole portare avanti uno studio sul primo ventennio del Novecento forlivese, senza finalità “accademiche”, ma per far conoscere, con un linguaggio divulgativo, un pezzo della nostra storia.

Il progetto che sta prendendo forma è promosso da “il Momento”, il giornale fondato appunto nel 1919 da monsignor Giuseppe Prati; si avvale del sostegno della Fondazione Roberto Ruffilli, sempre attenta alla memoria storica e archivistica presente nella città e nel territorio, e della Banca di Forlì, ben conscia che le sue radici affondano nella tradizione cooperativistica e popolare delle Casse rurali e artigiane. Collaborano in questa fase anche l’Anmig e altri sodalizi combattentistici, sensibili alle vicende storiche della guerra e della pace.

Al centro dell’attenzione è il “laboratorio forlivese”, così ricco e variegato all’inizio del Novecento: il gruppo di ricerca, infatti, indagherà e approfondirà la vita sociale, politica e amministrativa nel forlivese, il ruolo della chiesa e del movimento cattolico, la stampa e lo scontro tra famiglie politiche e ideali, gli epistolari e i diari di guerra dei forlivesi al fronte, l’economia locale in pace e in guerra, il mondo contadino tra tradizione e organizzazione. Non mancheranno approfondimenti su aspetti specifici come l’arte e la ricerca dell’identità romagnola, la stampa per i più giovani, grazie a Beltramelli, il rapporto tra interventismo e modernismo, il tema della mobilitazione civile, la nascita e il ruolo dei mutilati e combattenti, il ricordo, a conflitto ultimato, della guerra nei nomi delle vie, piazze e altri luoghi pubblici.