Bilancio della neve: conto da 156 milioni. Gabrielli: "Pochi fondi"

"Sui costi dell'emergenza neve il Governo si è impegnato e dovrà onorare questo impegno". Lo ha detto Franco Gabrielli, capo dipartimento Protezione civile, chiudendo il raduno provinciale dei volontari

Redazione 23 marzo 2012

E’ ingente la somma che si ottiene calcolando tutte le voci dei danni patiti da istituzioni e soggetti privati a causa delle intense nevicate di febbraio. Ci sono, tanto per iniziare, circa 14,3 milioni di euro di costi della prima emergenza a carico degli enti locali, i circa 43,6 milioni di euro di danni al patrimonio pubblico (scuole, strade, edifici etc.). Si aggiungono i 28,3 milioni di euro di danni all’agricoltura e agli allevamenti (di cui 25,6 milioni di danni alle strutture e attrezzature; 2,7 milioni di danni alle produzioni e animali da allevamento morti). Infine i circa 70,2 milioni di euro di danni alle imprese, escluse le imprese agricole e allevamenti (di cui 14,7 milioni di danni alle strutture e attrezzature, 50,6 milioni di perdita di produzione e fatturato, 4,9 milioni altre spese).

 

IL TOTALE DEI DANNI IN PROVINCIA. Un bel gruzzolo. In totale, i danni patiti dal territorio di Forlì-Cesena ammontano a 156,4 milioni di euro, di cui 86,6 milioni sono i danni a strutture e patrimonio pubblico e privato (tra questi ci sono anche 2,8 milioni di euro di danni al patrimonio storico e artistico), 14,3 milioni di spese di prima emergenza già impegnati dagli enti locali ed infine 55,5 milioni di euro in perdita di fatturato e altri tipi di danni al sistema produttivo.

 

L'APPELLO DI ERRANI.  Nella giornata di ringraziamento alla Protezione Civile, di venerdì, il presidente della Regione Vasco Errani ha parlato dei soldi: “Sui costi, ricordo che c’è stato un incontro con il Governo e il Governo si è preso l’impegno a sostenere tutte le spese della prima emergenza. Non abbiamo mai speculato sulle emergenze e non lo faremo stavolta, ma mi auguro che le scelte vengano fatte coerentemente a quanto è accaduto sul territorio nazionale e non in base al minutaggio dei tg. Infine non possiamo lasciare soli i Comuni che non hanno una minima possibilità di far fronte alla riparazione delle strade e del patrimonio danneggiato, sia quelli di Forlì-Cesena sia quelli della provincia di Rimini, territorio ugualmente e duramente colpito”

 

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NON CI SONO SOLDI, PERO'. "Sui costi dell'emergenza neve il Governo si è impegnato e dovrà onorare questo impegno". Lo ha detto il prefetto Franco Gabrielli, capo del dipartimento nazionale di Protezione civile, chiudendo il raduno dei volontari al centro operativo di via Cadore a Forlì. Un intervento atteso dalle centinaia di persone (in gran parte volontari ma anche rappresentanti delle forze economiche, sociali e politiche del territorio forlivese) presenti nel salone.  "Per quanto riguarda i danni - ha detto Gabrielli -, stiamo istruendo la pratica per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, ma i tempi non saranno brevi e il risultato non sarà semplice anche su questo dovremmo riorganizzarci e ripensare al modo in cui l'intero sistema da risposte ad eventi di qu esto genere".

RINGRAZIAMENTO - Gabrielli non ha risparmiato elogi all'operato dei volontari di Protezione civile. "In queste situazioni vediamo quanto siamo un Paese grande - ha detto Gabrielli - generoso, volenteroso. C'è una differenza tra la Protezione civile cartacea e quella reale, è vero; ma qui siete molto più avanti che nel resto del Paese".

Il numero uno della Protezione civile nazionale ha poi rivolto un appello a tutte le istituzioni e non solo. "Investite sul volontariato di protezione civile. Ho avuto la disgrazia di avere un bilancio tagliato del 57%, ma al volontariato non ho sottratto un solo euro; non c'è amministrazione nella quale investendo un euro si possono produrre risultati così grandi come investendo sul volontariato".

RIPENSARE LA PROTEZIONE CIVILE - Tema spinoso quello della riorganizzazione della Protezione civile in Italia. "In un anno buio come il 1992, che stava impacchettando un sistema politico per portarlo nelle patrie galere – ha ricordato Gabrielli -, il parlamento ebbe la capacita di produrre una delle leggi più importanti come quella che istituì il servizio di Protezione civile".

"Oggi è arrivato il tempo per rivedere le cose che non funzionano e confermare ciò che invece va – ha aggiunto -. Tutto quello che abbiamo costruito nel tempo è stato visitato in questi anni da oltre 200 delegazioni straniere; quelli che sono venuti di meno al Dipartimento di Protezione civile sono stati onorevoli e senatori del nostro Paese: gli stessi che poi devono fare leggi che ci riguardano".

Ciò non toglie, ha ammesso Gabrielli, che “abbiamo bisogno di una forte riforma che non si scriva nella stanza di qualche ministero ma che nasca con il più ampio coinvolgimento possibile, con un bel dibattito e senza motivi di divisione. Per sancire che non siamo solo soccorso, ma anche previsione e tutela del territorio".

DEBITO PUBBLICO - Riguardo alle risorse economiche a disposizione, Gabrielli ha fatto una considerazione matematica: "Ogni anno spendiamo 70 miliardi di euro per pagare il debito pubblico: pensate a quante cose si potrebbero fare se solo quel debito lo dimezzassimo; ad esempio per contrastare il dissesto idrogeologico". E tante altre azioni positive che, però, non possono essere fatte perchè il debito pubblico c'è e pesa tutti i giorni su cittadini, imprese e istituzioni.
 

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