I luoghi abbandonati della Romagna tornano "in vita" con una mostra all'ex deposito Atr

"In loco"  è la mostra su uno spazio di ricerca diffuso che racconta il territorio attraverso  l'esplorazione di alcuni luoghi in stato di abbandono della Romagna

Venerdì alle 18 verrà inaugurato "In loco, il museo diffuso dell’abbandono". A dispetto del nome, non è un vero e proprio museo diffuso, ma di una mostra curata dall'associazione culturale Spazi Indecisi, dedicata alla valorizzazione dei luoghi in abbandono, che starà aperta fino al 12 novembre all’interno dell’ex deposito delle corriere Atr di Forlì in Largo Savonarola 6. "In loco" è la mostra su uno spazio di ricerca diffuso che racconta il territorio attraverso  l'esplorazione di alcuni luoghi in stato di abbandono della Romagna, combinando tecnologia ad elementi fisici e sensoriali: macerie prese in prestito dai luoghi, suoni, odori e colori che ne riprodurranno la dimensione emotiva.

"L'obiettivo è quello di valorizzare in prima istanza il patrimonio immateriale di storie, racconti ed emozioni - spiega Francesco Tortori, Presidente dell'associazione Spazi Indecisi, alla presenza di Cristina Ambrosini, dirigente comunale del servizio Cultura -. Partendo dalla mappatura di questi luoghi sono stati tracciati alcuni itinerari di viaggio che danno vita ad un museo diffuso in continua evoluzione che oltre a raccogliere informazioni, storie e testimonianze, vuole produrre riflessioni e aggregare comunità in grado di prendersi cura di questi luoghi."

L'allestimento offrirà la possibilità di conoscere non solo  il patrimonio di ricerca storica a cui Spazi Indecisi si è dedicata negli ultimi anni, ma anche le testimonianze di appassionati e curiosi e dalla produzione di contenuti speciali pensati ad hoc per il museo da musicisti, fumettisti, attori, ricercatori e fotografi. Durante l’evento sarà possibile testare il funzionamento futuro del museo diffuso dell'abbandono, dei suoi itinerari tematici e dei contenuti multimediali attivabili nelle vicinanze degli spazi, attraverso smartphone e dispositivi di geolocalizzazione. "Sono felice che questo luogo svolga il ruolo di "museo" perchè è bello vedere come abbiamo reso vivo  questo posto - racconta Claudio Angelini, direttore artistico della città di Ebla (partner di Ex-Atr) - ed è un dato che dimostra come fare turismo culturale oggi sia possibile riprendendo possesso di quei luoghi che rischiano di essere dimenticati".

La sperimentazione di "In loco" proseguirà anche fuori dall’ex deposito, grazie ad un ricco programma di iniziative dedicate alla scoperta del museo diffuso dell’abbandono: workshop, visite guidate a piedi ed in bicicletta, eventi collaterali e merende a tema. Per questo motivo, in contemporanea all'evento verrà lanciata la campagna di crowdfunding. A partire dal 20 ottobre, infatti, chiunque voglia sostenere Spazi Indecisi ed il progetto potrà accedere al sito dedicato e contribuire al suo sviluppo. Le donazioni ricevute verranno utilizzate per ideare e stampare mappe e brochure appropriate, segnaletiche ed ulteriori contenuti multimediali per fruire al meglio il museo.  "Il Comune ha sostenuto e contribuito attivamente al progetto perché crediamo che possa favorire la possibilità di sviluppare esperienze che permettano di vivere il patrimonio culturale nascosto che cela in esso un'evoluzione del nostro passato", dice Cristina Ambrosini, Dirigente del servizio Cultura del Comune di Forlì. "In Loco" è stato patrocinato dalla regione Emilia-Romagna e da tanti Comuni (Bertinoro, Cervia, Cesenatico, Faenza, Forlimpopoli, Imola, Ravenna e Rimini), dal Parco delle Foreste Casentinesi e Atrium. Vede inoltre il contributo della Fondazione di Forlì in collaborazione con l'EXATR.


La mostra mette in scena sette luoghi, uno per ciascuno dei sette itinerari: Monastero di Scardavilla, a Meldola (l’itinerario artistico che rilegge in chiave contemporanea 8 residui urbani grazie ad opere realizzate ad hoc per il progetto); deposito delle Corriere Atr (che rende omaggio ad alcuni tra i più importanti luoghi di lavoro della Forlì del 900); Colonia Varese, Cervia (l’itinerario che raccorda 8 relitti della riviera romagnola: un viaggio sulla costa attraverso le colonie di stampo razionalista fotografate anche per il progetto Totally Lost); la discoteca Woodpecker a Cervia (l’itinerario in continua evoluzione che racconta i luoghi più famosi del divertimento estivo in Romagna); i Magazzini Silos Granari (l’itinerario che rende omaggio agli avamposti storici della produttività ravennate tra mare e archeologia industriale); l'acquedotto Spinadello, a Forlimpopoli (itineraio nell’entroterra tra edifici istituzionali, scuole ed opifici eredità del secolo scorso e del razionalismo italiano); e "Case di sotto", un vecchio podere immerso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (l’itinerario dedicato alle case in pietra della Romagna toscana, attraverso le memorie dei suoi abitanti).

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