Il Castellaccio di Rocca è pubblico. Il Tar dà ragione al Comune

In pratica il Tar ha riconosciuto che la proprietà della storica struttura è del Comune, in quanto l'immobile è d'interesse pubblico e quindi deve essere usato a favore dell'intera comunità

Il Tar di Bologna ha rigettato il ricorso dei privati Nicoletta e Fabio Gervasi che rivendicavano la proprietà del Castellaccio di Rocca San Casciano. In pratica il Tar ha riconosciuto che la proprietà della storica struttura è del Comune, in quanto l’immobile è d’interesse pubblico e quindi deve essere usato a favore dell’intera comunità. I privati avevano comprato l’immobile da altri privati nel 1978, senza però lasciare al Comune la possibilità di esercitare il diritto di prelazione, in quanto bene di valore storico e culturale.

Così nel 2005 il Comune esercitò tale diritto, contro il quale i privati fecero ricorso al Tar, che ora ha confermato la proprietà al Comune. Pur restando in teoria la possibilità dei privati di fare ricorso al Consiglio di Stato, sembra ormai chiaro che la proprietà sia definitivamente assegnata all’ente pubblico. La notizia è stata accolta con entusiasmo dall’amministrazione comunale e dai cittadini di Rocca, come afferma il sindaco, Rosaria Tassinari: “Accolgo con grande favore questo riconoscimento di valore storico, culturale e simbolico, perché la sentenza pone fine ad una situazione atipica per il territorio. Essendo il simbolo del paese, è giusto che il Castellaccio sia di proprietà comunale.”

Appena possibile il Castellaccio, risalente all’epoca medievale attorno al Mille, sarà restaurato e recuperato come bene per la valorizzazione storica, culturale e turistica del paese e del territorio della valle del Montone. Recentemente l’Associazione di volontariato Tradizioni dell’Acquacheta ha promosso un campo di lavoro per la pulizia di tutta l’area attorno al Castellaccio, che presto dovrebbe tornare a vivere, dopo secoli di abbandono.

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