Il maltempo non rovina il primo meeting dei paleopatologi italiani

Sono stati tantissimi a sfidare le non certo agevoli condizioni meteorologiche: curiosi, studenti, appassionati della materia, ma anche professionisti e ricercatori del settore hanno velocemente saturato la sala del Teatro, sede dell’incontro

La cornice del Centro Residenziale Universitario di Bertinoro (Ceub), con la collaborazione del gruppo Ausl Romagna Cultura, ospitato la quinta edizione del Meeting GIPaleo. Sono stati tantissimi a sfidare le non certo agevoli condizioni meteorologiche: curiosi, studenti, appassionati della materia, ma anche professionisti e ricercatori del settore hanno velocemente saturato la sala del Teatro, sede dell’incontro. La giornata è stata aperta dai saluti istituzionali, portati da Emma Petitti, assessore al Bilancio, Riordino istituzionale, Risorse umane e Pari opportunità della Regione Emilia Romagna, Gabriele Antonio Fratto nella duplice veste di presidente della Provincia Forlì-Cesena e sindaco di Bertinoro, Davide Drei sindaco di Forlì e Paolo Masperi, direttore del presidio Ospedaliero di Forlì. 

I rappresentanti delle istituzioni hanno dato il benvenuto ai partecipanti e ai numerosi relatori, sottolineando come queste importanti occasioni siano anche un mezzo di valorizzazione del nostro territorio, ricco di eccellenze anche nell’ambito della ricerca. La giornata è proseguita con le numerosissime relazioni, portate da esperti provenienti da tutta Italia e da esponenti di fama internazionale, fra cui Gino Fornaciari, Ezio Fulcheri, Emma Rabino Massa. Presentato anche il recentissimo studio sulle reliquie e la ricostruzione del volto del primo vescovo di Forlì,  San Mercuriale.

 “E’ stata una bellissima giornata, ricca di numerosissimi punti di vista, dalla forte connotazione interdisciplinare e dal solido rigore scientifico", spiegano Mirko Traversari e Luca Saragoni, organizzatori del Convegno. Soddisfatto anche il coordinatore nazionale GIPaleo, il professor Luca Ventura : “La presenza tra i relatori di giovani ricercatori, è un ottimo segnale di buona salute della paleopatologia nazionale,  che si sta sempre più dimostrando terreno inclusivo di altre discipline quali la Storia, l’Archeologia e l’Antropologia Fisica, senza mai perdere di vista il minimo comune denominatore che rimane l’Anatomia Patologica”. 

Il dottor Traversari ha concluso affermando che "possiamo ormai considerare il territorio forlivese in rete con gli altri poli di ricerca nazionale sulla Paleopatologia e questo spero possa essere un’ulteriore opportunità di  sviluppo del nostro territorio”.    

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