"Il pianeta che speriamo. Serve ristabilire un dialogo positivo tra generazioni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"L’emergenza ambientale è una delle questioni che maggiormente attrae l’interesse e stimola l’attivismo dei giovani, perché le giovani generazioni ne percepiscono più di altri l’urgenza. Sembra mancare al mondo adulto la consapevolezza che il futuro della terra è in pericolo e che non si sta facendo abbastanza per lasciare un pianeta vivibile alle generazioni future. Ed è preoccupante pensare che, per la prima volta nella storia dell’umanità, la generazione futura avrà meno opportunità rispetto a quella precedente.

La prima sfida è quella educativa. Non basta solo conoscere le cose, occorre che la conoscenza fornisca le motivazioni e la spinta a cambiare i propri stili di vita quotidiana; né bisogna cedere alla tentazione di pensare che, di fronte alla portata globale dell’emergenza climatica, ciascuno di noi possa fare ben poco: i comportamenti di ciascuno hanno un valore verso noi stessi poichè restituiscono la dignità di essere liberi dal consumismo e dalla schiavitù delle cose. Inoltre le azioni quotidiane possono esercitare una grande pressione sulle istituzioni economiche e politiche spingendole a convertire i modelli di produzione e consumo nel senso della sostenibilità.

Per una vera ecologia integrale è fondamentale costruire un’alleanza che coinvolga imprese, istituzioni, realtà educative e anche la comunità ecclesiale. Alle imprese tocca assumere la sfida della responsabilità sociale e adottare un modello di economia circolare che superi il mito della «crescita illimitata» e punti sulla riduzione dello spreco e sul riutilizzo delle risorse. Alle istituzioni spetta il compito di favorire i comportamenti socialmente responsabili delle imprese attraverso meccanismi di incentivi oltre alle norme prescrittive. Alla Chiesa il compito di sensibilizzare le coscienze a una vera conversione ecologica soltanto se sarà credibile e radicale nella testimonianza dando vita a buone prassi esemplari.

È infine necessario ristabilire un dialogo positivo tra generazioni, superando l’idea della contrapposizione adulti-giovani e restituendo valore alle relazioni. Agli adulti si chiede di scommettere sulla voglia di partecipazione dei giovani, sul desiderio a volte disordinato e chiassoso di cambiare il mondo, nonostante cadute e delusioni. Ai giovani tocca provare ad essere protagonisti del cambiamento e a lavorare per un mondo migliore, a mettere a frutto talenti ed energie, a sognare in grande ma mai da soli".

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