Sicurezza Stradale in Europa, l'Asaps: "Vicini alla recessione"

La sicurezza stradale in Europa ha subito un brusco rallentamento: lo rende noto la Commissione Europea pubblicato lo scorso 29 marzo, sostanzialmente sfuggito alle cronache italiane

La sicurezza stradale in Europa ha subito un brusco rallentamento: lo rende noto la Commissione Europea pubblicato lo scorso 29 marzo, sostanzialmente sfuggito alle cronache italiane, che fa il punto sulla situazione nei 27 stati membri, evidenziando un brusco arresto della tendenza che aveva consentito all’UE di far regredire la mortalità sulle strade. Il 2011, grazie ai dati (purtroppo ancora provvisori) elaborati dall’ufficio del Commissario Europeo ai Trasporti, si è chiuso con un calo del numero delle vittime del 2% (85 morti al giorno).

 “Si tratta – spiega Giordano Biserni, presidente dell’ASAPS – di un dato che, preso nel suo complesso, indica una sostanziale stagnazione, ma se andiamo a spulciare i bollettini dei singoli stati scopriamo che in paesi ritenuti gli ideatori delle strategie della sicurezza stradale, e per questo più virtuosi, il numero dei morti è aumentato vertiginosamente. Significa che si è arrivati al punto di non ritorno: ora comincia l’inversione di tendenza”.

L’analisi della Commissione Europea ha infatti rivelato che in Svezia, paese protagonista della messa in sicurezza delle strade, il numero di morti è aumentato del 18%. Male anche il già virtuosissimo Lussemburgo (+13%), seguito dalla Germania senza limiti (+10%), dalla Polonia (+7%), dal Regno Unito (+5%) e infine il Belgio (+4%).

“È arrivato il momento – aggiunge Biserni – di cambiare marcia. &Egrav