All'Irst un'avanzata "biobanca" dei tessuti dei pazienti: servono alla ricerca di domani

Il CRB dell'IRST si configura quale struttura di riferimento per le attività di ricerca medico-scientifica presente e futura dell'intero territorio

Non può esserci ricerca medica in campo oncologico senza la possibilità di studiare e analizzare direttamente in laboratorio molecole, cellule e tessuti di persone che sono state malate di cancro. Tutto questo materiale che si potrebbe definire di scarto, in quanto prelevato al paziente e ritenuto sovrabbondante rispetto alle sue strette necessità di cura, diventa preziosissimo se ben conservato. Attraverso questo materiale, infatti, i ricercatori di domani lavoreranno per migliorare i farmaci. Per questo, un ruolo fondamentale è svolto dalle strutture di raccolta e conservazione di materiali biologici umani e dei relativi dati clinici, quella che in gergo viene chiamata “biobanca”.

A tal fine, l’Istituto Tumori della Romagna Irccs ha avviato e portato a compimento la creazione e attivazione di un Centro di Risorse Biologiche (Crb). In quanto unica biobanca per tessuti oncologici approvata dalla Regione Emilia-Romagna, il Crb dell'Irst si configura quale struttura di riferimento per le attività di ricerca medico-scientifica presente e futura dell’intero territorio. Ad ora cui sono già 15mila campioni di tessuti conservati nei criocontenitori e nelle altre apparecchiature che sono in grado di conservare questi tessuti fino a 180 gradi sotto zero.

A fare gli onori di casa è stato Renato Balduzzi, presidente dell'Irst ed ex ministro della Sanità: “Molti fili legano la mia carriera alle biobanche. Durante il mio ruolo ministeriale avevo, infatti, colto quanto queste strutture potessero esser fondamentali nello studio e nella ricerca di soluzioni alle malattie. Così come credo debba essere chiaro a tutti il valore per le generazioni future di continuare lungo questo cammino”. Pieno sostegno anche dal sindaco Zattini. Questa nuova struttura dell'Irst è stata inaugurata lunedì a Meldola. 
 
BIOBANCHE, CHE SONO? Per biobanca si intende una struttura che fornisce un servizio di conservazione e gestione del materiale biologico umano e dei relativi dati clinici. La ricerca traslazionale, ovvero quella branca della ricerca che permette di portare le scoperte scientifiche dal banco del laboratorio al letto del paziente, si basa proprio sulla possibilità di reperire materiale biologico umano di qualità, associato ai dati clinici e genetici. I materiali raccolti, prelevati durante biopsie, interventi chirurgici o prelievi, sono conservati dietro consenso del paziente, in totale sicurezza. 

 LA BIOBANCA DELL'IRST – Frutto dell’evoluzione della raccolta di materiali conservati presso l’allora Azienda USL di Forlì nel corso degli anni ’90, il Centro Risorse Biologiche nasce su iniziativa dell'Irst con l’obiettivo di costruire un sistema di raccolta, con personale qualificato e dedicato e con le migliori infrastrutture e dispositivi al momento disponibili, a servizio di tutto  il territorio romagnolo. Il CRB si propone ad esempio di raccogliere e conservare i tessuti che quotidianamente nelle  unità Chirurgiche e nelle Anatomie patologiche dell’Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna, vengono scartati perché in eccesso rispetto alle necessità diagnostiche.

LA SICUREZZA - Gli accessi ai locali del Centro Risorse Biologichesono limitati esclusivamente al personale e per questo controllati con badge nominale. Inoltre l’area di stoccaggio dei campioni in vapori di azoto è monitorata da un avanzato sistema di allarmi (sensori di ossigeno, rilevatore di presenza, telecamere) a tutela degli operatori e del materiale biologico conservato. I vapori di azoto sono considerati, infatti, altamente pericolosi e quindi è necessaria una sofisticata tecnologia per garantire la massima sicurezza. L’area del CRB è stata progettata con un accesso interno all’Istituto e con uno indipendente, collegato con l’esterno, dedicato ai cittadini donatori. A tal fine è stato previsto un ambulatorio ad hoc dedicato al prelievo di sangue e urine. 
 
I LAVORI -  I lavori strutturali per la realizzazione dell’area, avviati a novembre 2015, si sono conclusi a maggio 2016. L’area che misura complessivamente 220 metri quadri, è suddivisa in due corpi principali: uno dedicato allo stoccaggio dei campioni biologici e l’altro dedicato al prelievo e lavorazione dei campioni ematici. Le attività di edificazione (il Centro Risorse Biologiche trova sede nella palazzina di recente edificazione alle spalle del corpo principale dell’Istituto) e acquisto di  macchinari e strumentazioni per il funzionamento del Centro, nel periodo 2015/2016, hanno comportato un investimento per Irst pari a oltre 2,1 milioni di euro. Fondamentale l’apporto fornito dalla Società Cooperativa Commercianti Indipendenti Associati (Cia) che ha valorizzato la nascita del Centro Risorse Biologiche Irst con un sostegno, su base triennale (tramite l’Istituto Oncologico Romagnolo Onlus), di 300mila euro. La Regione Emilia-Romagna ha sostenuto l’intero percorso di definizione del progetto (dal 2009 ad oggi) con quasi un milione di euro.
 
COME FUNZIONA - La raccolta e conservazione dei materiali è funzionale alla ricerca oncologica:  infatti,   tutti i ricercatori appartenenti a qualsiasi istituzione di ricerca nazionale ed internazionale potranno richiedere campioni biologici raccolti e conservati presso il CRB IRST previa valutazione di specifici progetti da parte del  Comitato Medico Scientifico e del comitato Etico.Spiega Massimo Guidoboni, Responsabile Immunoterapia, Terapia Cellulare Somatica e Centro Risorse Biologiche Irst: “Ogni giorno gli oncologi si trovano ad utilizzare farmaci sempre più mirati a colpire solo le cellule malate. Siamo quindi sulla strada giusta anche se di fronte a noi ci attende ancora molto lavoro. In particolare, la prima necessità è quella di comprendere ancor meglio i meccanismi biomolecolari attraverso l’analisi del maggior numero possibile di tessuti. Le biobanche ci permettono di farlo in maniera trasparente e onesta, svolgendo in questo modo una funzione pubblica fondamentale: “prestare” ai ricercatori materiali utili per studiare nuove terapie o metodi diagnostici sempre più precoci.”

Entra poi nel dettaglio Valentina Ancarani, coordinatore Centro Risorse Biologiche Irst Irccs, che illustra le infrastrutture, le apparecchiature (che scendono a temperature fino a -80° e -120°) e le strettissime regole di sicurezza cui si devono attenere i professionisti che vi lavorano, ha indicato i percorsi per l’individuazione dei campioni e per la cessione ai ricercatori di tutto il mondo degli stessi, una “donazione” a soli fini di ricerca che segue vaglio e approvazione di un progetto di studio. 
 
IL FUTURO - Dino Amadori, direttore scientifico Irst Irccs traccia la strada della ricerca futura in campo oncologico, ponendo l'ideale obiettivo di aver trovato la cura al 90% dei tumori entro la fine del secolo: “Le analisi sul genoma umano ci hanno aperto le porte per scoprire le leggi della biologia umana. Il lavoro centrale della scienza di oggi è capire il ruolo di ogni singolo gene e come sviluppare farmaci utili per colpire ogni singola deviazione e ristabilire così l’architettura cellulare normale. Oggi ci troviamo nella condizione di curare non più il generico tumore, ad esempio, al polmone ma quella specifica forma di tumore per quello specifico paziente. Per questo sono convinto che entro il secolo potremo guarire la gran parte dei tumori ma per raggiungere ciò c’è bisogno di condividere a livello globale le conoscenze e i dati, specialmente quelli ottenuti grazie a strutture come le biobanche.”
 
LA REGIONE - Paolo Zoffoli, presidente della Commissione Sanità della Regione Emilia-Romagna è arrivato in sostituzione del presidente Stefano Bonaccini:  “Inauguriamo una perla che va ad aggiungersi alle altre realizzate in questi anni da Irst, grazie anche al contributo fondamentale delle associazioni di volontariato e di aziende private. La Biobanca rappresenta un’iniziativa di estrema importanza che si lega perfettamente all’aspetto della prevenzione, tema al quale la Commissione guarda sempre con grande attenzione. Il futuro della sanità passa attraverso la prevenzione ed essa basa buona parte delle sue chance di successo sulla ricerca. I risultati dell’impegno dell’Irst sono sotto gli occhi di tutti ed è per questo che ora è necessario sia il territorio e l’Ausl della Romagna a fare il salto di qualità nella creazione della Rete oncologica, affidandosi alle notevoli professionalità presenti in Irst e nella stessa Azienda".

valentina ancarani dino amadori-2-2

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