Irst di Meldola al centro del mondo per uno studio sul melanoma metastatico

In Irst, l’équipe clinica, costituita da Laura Ridolfi, da Francesco De Rosa e coordinata dal dottor Massimo Guidoboni, prende in carico pazienti affetti da melanoma metastatico

Con l’avanzamento della ricerca e il successo degli studi clinici, aumentano parallelamente la prospettiva e la qualità della vita dei pazienti, accendendo nuove speranze soprattutto per quelle patologie oncologiche che fino a pochi anni fa non avevano efficaci risposte terapeutiche. Ne è un esempio il melanoma metastatico, oggetto di un recente studio sulla combinazione di due farmaci immunoterapici che ha portato a promettenti risultati recentemente pubblicati sulla rivista scientifica “New England Journal of Medicine”, al quale ha partecipato, come centro coordinatore per l’Italia, anche l’Istituto Tumori Irst Irccs della Romagna. Lo studio, denominato CheckMate-067 ha visto coinvolti ricercatori di tutto il mondo tra cui Massimo Guidoboni, direttore della Struttura Semplice di Immunoterapia - Terapia Cellulare e Biobanca Irst Irccs. I dati dello studio sono stati presentati al congresso annuale dell’European Society of Medical Oncology (ESMO) tenutosi a fine settembre a Barcellona destando notevole interesse.

Lo studio

Oggetto della ricerca era quello di valutare l’efficacia, su un totale di 945 pazienti affetti da melanoma metastatico non trattato, della combinazione di due molecole già utilizzate in pratica clinica, ipilimumab e nivolumab, rispetto alla somministrazione di solo uno dei due farmaci come monoterapia. Si è dimostrato che l’azione congiunta dei due anticorpi monoclonali – farmaci in grado di “riattivare” il sistema immunitario a riconoscere e aggredire le cellule tumorali – ha aumentato la sopravvivenza a 5 anni dall’interruzione del trattamento in più del 50% dei pazienti. "Si tratta di risultati davvero molto importanti - dichiara Guidoboni - in quanto solo fino a 10 anni fa la sopravvivenza media dei pazienti con melanoma metastatico si aggirava intorno ai 6/9 mesi e la maggior parte dei decessi avvenivano dopo appena 2 anni. Inoltre, il 74% dei pazienti, non ha dovuto effettuare trattamenti successivi rispetto a quello sperimentale, giovando quindi di un notevole miglioramento anche della propria qualità di vita". 

I dati attestano, quindi, un beneficio clinico sempre più duraturo per pazienti con melanoma avanzato. Attualmente, in Italia, questo tipo di trattamento combinato è stato approvato per l’uso clinico ma non ne è ancora stata concessa la rimborsabilità, che ci si auspica che possa essere ottenuta al più presto. Il melanoma è uno dei principali tumori che colpiscono pazienti in giovane età e, nel nostro Paese, costituisce il terzo tumore più frequente in entrambi i sessi al di sotto dei 50 anni. L’approccio terapeutico che attualmente si sta rivelando più efficace è quello dell’immunoterapia mirato a risvegliare il sistema immunitario del paziente stimolandolo ad aggredire il tumore. 

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L'equipe

In Irst, l’équipe clinica, costituita da Laura Ridolfi, da Francesco De Rosa e coordinata dal dottor Guidoboni, prende in carico pazienti affetti da melanoma metastatico. Oltre a tali attività, l’équipe si occupa della progettazione e gestione di studi clinici con vaccini con cellule dendritiche “personalizzati” in pazienti con diverse patologie come tumori al colon, al polmone, mesoteliomi e tumori rari in collaborazione con altri gruppi dell’Istituto. È, infatti, prassi dell’Istituto prevedere la stretta collaborazione tra i diversi gruppi di patologia in modo da disegnare studi clinici più adatti per la tipologia dei pazienti presi in carico, nell’ottica di dare loro sempre le migliori e più innovative chance terapeutiche.

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