L'esperienza di due novelli sposi forlivesi dal Papa: "Nessun selfie, abbiamo scelto di parlargli"

All’udienza erano presenti più di 150 coppie tra italiani e stranieri da ogni luogo che prevalevano di numero specialmente dal nord Europa

Serena e Luca, sposi novelli sono stati ricevuti in udienza dal papa mercoledì scorso. Entrambi forlivesi, l’una giornalista l’altro ingegnere impegnato sul territorio per il miglioramento dei servizi pubblici, si sono recati a San Pietro per l’udienza di mercoledì scorso prenotando la propria presenza come sposi. La giornata era nella tipica temperatura della capitale, assolata, con una leggera brezza che riequilibrava la calura del sole. L’udienza riservata alle famiglie novelle prevede che gli sposi siano vestiti con gli abiti del matrimonio e che siano sistemati sul sagrato della basilica in una zona a fianco del palco da dove il papa riceve per l’udienza. L’esperienza è rappresentativa della comunità cattolica in tutto il mondo.

All’udienza erano presenti più di 150 coppie tra italiani e stranieri da ogni luogo che prevalevano di numero specialmente dal nord Europa. Ciò dipende dalle date dei rispettivi matrimoni in quanto per consentire la partecipazione all’udienza a tutte le coppie del mondo il tempo disponibile per presentare la richiesta è di tre mesi dalla celebrazione del sacramento, quindi erano presenti gli sposi uniti in matrimonio dalla primavera alla fine dell’estate. L’emozione di sentirsi parte di un gruppo identificato nell’assemblea dei presenti in piazza San Pietro dagli abiti rafforza molto la responsabilità della scelta compiuta per il cammino nuovo della vita che si è appena iniziato.

Spiega la sposa, Serena Vernia: "È un’esperienza che lascia un segno nella memoria e nel cuore delle persone, specialmente perché si percepisce di far parte di una numerosa popolazione di credenti in tutto il mondo. Questa idea per noi italiani è un po’ scontata, essendo facilitati dalla vicinanza geografica con il papa e quindi da molteplici possibilità di poterlo vedere ed incontrare in molte occasioni. Ma cosa spinge coppie sud americane o svedesi a compiere il viaggio di nozze in Italia e a prenotare l’udienza dal papa durante la vacanza più importante per la coppia? Per gli italiani l’udienza ha significato una tappa post viaggio, un appuntamento scelto entro il periodo stabilito e vissuto nell’ambito di una giornata dedicata alla spiritualità in famiglia, ricavata in mezzo alla settimana lavorativa e il vangelo commentato in udienza parlava proprio del giorno del riposo dedicato al ringraziamento e al riconoscimento della bellezza della vita; per gli stranieri è maggiormente importante la partecipazione all’udienza perché è appositamente pensata nel viaggio di nozze"

Ed ancora: "Giunti a Roma è indispensabile vedere il papa, un papa social come più volte è stato detto, papa Francesco che saluta nel suo italiano che evidenzia simpaticamente la sua provenienza dall’Argentina e che lo si trova su Facebook, Twitter ed Instagram. L’attesa per potergli stringere la mano carica le persone di desiderio di immortalare il momento con un selfie da pubblicare sui social come un trofeo. Essendoci così tante coppie di novelli sposi la stretta di mano diventa il momento del contatto con un personaggio importantissimo che in quel momento soddisfa il desiderio di toccarlo con mano e di poterlo guardare negli occhi". Serena e Luca non hanno fatto un selfie perché hanno scelto di parlargli per portargli un incoraggiamento per il suo Ministero per il compito molto complesso che affronta ogni giorno attraverso il suo ruolo, tra l’essere stato scelto per essere il principale riferimento quotidiano per la pratica della fede cattolica e la guida teologica, e le decisioni da prendere per immergere i fedeli nella comprensione sempre più profonda del vangelo in una vita che giornalmente possiede tentazioni e coinvolgimenti che rendono più faticosa la messa in opera della coerenza e delle scelte che incidano positivamente sul bene comune.  
 

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