"L'immigrazione non è una emergenza, ma una grande questione storica"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"L'immigrazione è un tema che non può essere affrontato come una emergenza perché non è una emergenza: è una grande questione storica del nostro tempo e di fronte alla storia non si possono chiudere gli occhi pensando che passi sopra le nostre testi, ma è da affrontare con lungimiranza, con coraggio e con generosità.

Ciò che lascia perplessi è che l'immigrazione sia affrontata in modo strumentale per guadagnare un po' di elettorato o per una piccola battaglia politica tra partiti. Questo lascia sconcertati. Con senso della realtà, va però detto che la politica ha senso se serve a proteggere i più deboli e a prendersi cura di chi ha meno, meno privilegi e diritti. Il piano dell'obiezione di coscienza dei sindaci, in merito alla legge della sicurezza, non è forse il metodo più corretto, ma il decreto è inadeguato al problema che vuole affrontare e forse lo rende ingestibile. Va ripensato e modificato.  A nome dell'Azione cattolica posso dire che ci riconosciamo pienamente nella linea tracciata da Papa Francesco e dai nostri vescovi, in particolare condividiamo le parole di monsignor Negri, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio, nel dire che “chi integra deve valutare tutti i costi, anche economici, e chi chiede di essere integrato deve assumersi delle precise responsabilità.”

Tutti noi cittadini, non solo credenti, di fronte a una vita non possiamo che lasciarci coinvolgere e chiederci cosa si può fare per accoglierla, accudirla e aiutarla. Credo che sia indispensabile offrire ai cittadini strumenti per una lettura critica della realtà, superando i luoghi comuni. In questo senso la questione dell'immigrazione ha un valore emblematico e porta allo scoperto non solo un’emergenza umanitaria ma anche una questione di consapevolezza democratica. Da come affronteremo la questione migratoria dipenderà quello che saremo in futuro. l’emigrazione  la questione che la storia ci pone davanti oggi: da come reagiremo capiremo se diventeremo un gruppo chiuso nelle proprie barriere e fortezze in attesa di essere travolti o se sapremo pensare il futuro in maniera progettuale, lungimirante e aperta".

Edoardo Russo
Presidente Diocesano Azione Cattolica

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