L'Università di Bologna acquisisce una quota dell'Irst: "Più forza alla ricerca"

Un’alleanza ancora più stretta fra l’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS e l’Università di Bologna dona forza alla ricerca contro i tumori

Un’alleanza ancora più stretta fra l’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS e l’Università di Bologna dona forza alla ricerca contro i tumori. In continuità con le iniziative di collaborazione in ambito di ricerca e formazione dei due enti, l’Alma Mater ha formalizzato la decisione già annunciata tempo fa di entrare a far parte della compagine sociale dell’istituto romagnolo. La decisione è stata assunta dal consiglio di Amministrazione dell’Ateneo nella sua ultima seduta. Ad annunciarlo è stato lunedì il rettore Francesco Ubertini assieme il Presidente IRST Renato Balduzzi e agli altri vertici dell’IRCCS oncologico, tra cui il Direttore scientifico, Giovanni Martinelli e il Direttore del Laboratorio di Bioscienze, Massimiliano Bonafè.     

Se la medicina moderna, in particolare l’oncologia, reclama l’abbattimento delle frontiere fra scienze, la cooperazione tra Università di Bologna e IRST IRCCS, promuovendo l’utilizzo congiunto di risorse e competenze, proponendosi di sviluppare insieme le scienze della vita e le tecnologie avanzate è tra le risposte più efficaci. All’interno dell’accordo quadro già siglato, numerose sono le collaborazioni attive in termini di progetti di studio tra IRST IRCCS e vari Dipartimenti dell’Università di Bologna. Tra questi, oltre ovviamente al Dipartimento di  Medicina Specialistica Diagnostica e Sperimentale (DIMES), da cui provengono sia Giovanni Martinelli sia Massimiliano Bonafè,  si ricordano, il Dipartimento di Ingegneria dell'Energia Elettrica e dell'Informazione "Guglielmo Marconi" e il CIG - Centro Interdipartimentale “L. Galvani” per studi integrati di Bioinformatica, Biofisica e Biocomplessità - per lo sviluppo e l’implementazione di sistemi connessi alla diagnostica ed alle metodologie di analisi sperimentale (in collaborazione con Enrico Sangiorgi, Alessandro Bevilacqua ed Emanuele Domenico Giordano); il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (con il Francesco Capozzi), per le sempre più attuali tematiche inerenti il settore agroalimentare e la metabolomica; in ambito farmaceutico con il Dipartimento di Scienze per la Qualità della vita e il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali (BIGEA), con Rita Casadio e Pier Luigi Martelli nel campo della Biologia computazionale e della Bioinformatica per lo sviluppo e l'applicazione di strumenti per l'analisi e l'integrazione di dati biomedici.

Le affinità tra le due realtà troveranno ancor più forza e valore attraverso l’ingresso dell’Università di Bologna nel capitale sociale di IRST Srl. La proposta d’investimento che vede l’Alma Mater rilevare il 5% del capitale sociale dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Cesena per un valore pari ad 1 milione di euro, è resa possibile grazie ad una modifica statutaria approvata lo scorso 11 dicembre dall’Assemblea dei Soci; tale modifica permette di innalzare il livello della componente pubblica della compagine sociale dell’Istituto Tumori della Romagna al 75% (oggi la Regione Emilia-Romagna detiene il 35% delle quote, l’Azienda USL della Romagna il 33,4%, il Comune di Meldola l’1,22%) mantenendo, comunque, inalterato il sistema delle garanzie e l’equilibrio interno. In particolare, invariati restano alcuni aspetti cardine, quali la nomina del Presidente del CdA da parte della componente privata, quella del Direttore generale che resta di competenza pubblica e la nomina del Direttore scientifico frutto d’intesa tra le due parti. Accanto a questi passaggi, tutte le decisioni fondamentali per la vita dell’Istituto – la trasformazione dell’IRST o il suo scioglimento anticipato, le modifiche dello statuto, il gradimento all’ingresso di nuovi soci, l’acquisto di beni immobili – dovranno essere assunte con il voto favorevole di rappresentanti di almeno l’80% del capitale sociale.

Per IRST, l’ingresso dell’Università di Bologna rappresenta una grandissima opportunità per ciò che riguarda l’ambito della formazione e della ricerca, in particolare in quelle aree complementari all’oncologia ma fondamentali per il suo sviluppo, quali bioinformatica, le materie legate alle nanotecnologie, la fisica della materia, la chimica. Di valore anche quanto può rappresentare IRST per il Polo didattico e di ricerca di Bologna, configurandosi quale sede a disposizione degli studiosi dell’Università. A dimostrazione del virtuoso scambio tra le due realtà, risalto meritano i dottorati di ricerca intersettoriali che permetteranno a 6 dipendenti IRST di frequentare 3 corsi di dottorato presso l'Università di Bologna.

L’Istituto, nato nel 2007, riconosciuto quale IRCCS dopo appena 5 anni, rappresenta un network di strutture di cura, diagnosi e studio ad alto contenuto tecnologico e professionale che lo rendono riferimento di livello regionale e nazionale. Nelle sue quattro sedi operative (Forlì, Cesena, Ravenna Radioterapia, Meldola) IRST prende in carico ogni anno oltre 19mila pazienti, il 20% dei quali provenienti da fuori Regione Emilia-Romagna. Il centro si presenta come luogo a elevato potenziale scientifico e sede per lo sviluppo di attività di ricerca, trattamenti innovativi e didattica formativa nell’ambito dell’oncologia non invasiva (oncologia, ematologia, medicina nucleare e radioterapia). IRST, inoltre, dispone di facility uniche nel panorama italiano quali una Cell Factory per la produzione di terapie cellulari in GMP, un Laboratorio di Bioscienze (con 48 ricercatori dedicati) con un ambito di Diagnostica Molecolare e Predittiva, una Biobanca inserita nelle reti europee, una tecnostruttura adeguata a sostenere e accompagnare la ricerca formata da un Ufficio per il Trasferimento Tecnologico, un’Unità di Biostatistica e la sede del Registro dei Tumori della Romagna, Ferrara e Imola.

In occasione del rinnovo del Consiglio di Amministrazione di IRST, avvenuto lo scorso anno, il delegato del Rettore al Bilancio, Angelo Paletta, e Andrea Ardizzoni (Direttore del Dipartimento di Oncologia e di Ematologia presso il Policlinico Sant’Orsola – Malpighi) sono stati nominati, su indicazione della Regione Emilia-Romagna, consiglieri nell’ambito della quota di amministratori espressa dai soci pubblici. Nella medesima quota, da parte Azienda USL della Romagna e Comune di Meldola, è stato nominato il dr. Lorenzo Nardella (commercialista, sindaco e revisore dei conti). Per indicazione delle Fondazioni bancarie, il dr. Giorgio Maria Verdecchia (già Direttore Dipartimento Chirurgia e Chirurgia Terapie Oncologiche Avanzate presso AUSL  Forlì). Alla Presidenza del CdA è stato confermato Renato Balduzzi, consigliere indicato dall’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR).


 

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