La mamma di un'alunna disabile: "Quella preside è bravissima, cerchiamo di essere meno ipocriti"

Nell'ultima settimana la città si è divisa su un tema che ha scosso le coscienze, vale a dire la scelta di escludere da una gita scolastica al museo San Domenico, con il resto dei compagni, un alunno tetraplegico

Nell'ultima settimana la città si è divisa su un tema che ha scosso le coscienze, vale a dire la scelta inizialmente fatta dalle insegnanti della scuola media “Orceoli” di escludere da una gita scolastica al museo San Domenico, con il resto dei compagni, un alunno tetraplegico, a causa delle difficoltà logistiche nel gestire un disabile grave in un contesto esterno, sia per il trasporto, sia per la gestione all'interno del museo. Alla fine, grazie ad un incontro con il sindaco Davide Drei, che si è interessato alla vicenda, la scuola ha fatto retromarcia e ha scelto di rendere possibile l'uscita didattica.

Va detto che la madre di Cristian, 13 anni, l'alunno protagonista della vicenda, non ha mai puntato il dito contro la scuola, lodando il livello di assistenza dell'istituto comprensivo. In molti si sono indignati, ma spesso tra il parlare e il fare, quando si tratta di disabili gravi, c'è di mezzo il mare. A prendere le difese della scuola e della preside Barbara Casadei è un'altra mamma di un'alunna gravemente disabile, frequentante la scuola primaria Bersani, che appartiene allo stesso istituto comprensivo. Scrive Silvia: “Sono la mamma di Sara, una bimba disabile di 10 anni che frequenta la scuola primaria Bersani. Da alcuni giorni a Forlì non si fa altro che parlare del caso del ragazzo disabile escluso dalla gita scolastica e sto leggendo articoli e soprattutto commenti che mi lasciano veramente senza parole”.

Quindi la sua testimonianza: “Io posso solo portare la mia testimonianza e io so di cosa parlo. Sara frequenta la quarta classe, è disabile al 100% perché può vivere solo grazie ad una pompa che per 12 ore notturne le infonde  tramite un catetere centrale venoso la sua nutrizione artificiale e spesso purtroppo è costretta a lunghi ricoveri di mesi e purtroppo a innumerevoli interventi. Sara quando può frequenta la scuola, e quando non può è la scuola che viene a domicilio o in ospedale, attraverso la sua splendida insegnante di sostegno. Questa mia lettera vuol essere solo un grande ringraziamento alla scuola, nella persona della preside Barbara Casadei che in ogni occasione ci è stata vicina e assolutamente disponibile a venire incontro alle nostre esigenze talvolta veramente "impegnative", e alle maestre di ruolo e di sostegno che si fanno in quattro per aiutare i nostri ragazzi "diversamente amabili", termine che trovo di una dolcezza infinita e coniato proprio dalla preside Casadei”.

Il suo commento: “Vorrei far capire che la buona scuola esiste e vorrei anche sensibilizzare le persone (non tutti ma parecchi) che ho letto schierati assolutamente a favore dei disabili (a parole), poi quando alla mattina portano i loro figli a scuola, parcheggiano nel posto riservato ai disabili, e quando io gli dico qualcosa mi mandano anche a quel paese. Allora cerchiamo di essere un po' meno ipocriti e un po più utili per costruire una scuola e un mondo migliore per i nostri ragazzi”.

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