Lavoratrice sola non riesce a conciliare tempi lavoro e famiglia, la Uil: "Nessuna risposta da Coop"

Mettere assieme i tempi del lavoro e della famiglia per le donne, specialmente quelle che lavorano nel mondo della grande distribuzione commerciale, non è facile

Mettere assieme i tempi del lavoro e della famiglia per le donne, specialmente quelle che lavorano nel mondo della grande distribuzione commerciale, non è facile. A far rilevare come spesso la mancanza di conciliazione sugli impegni lavoro-famiglia portino infine alla scelta di dimettersi, con le conseguenze di esclusione sociale e solitudine, è la segretaria della Uiltucs Uil di Forlì, Anna Lisa Pantera, che rende nota la vertenza seguita dal suo sindacato.

Spiega Pantera: “Il caso concreto riguarda una lavoratrice madre monoreddito, senza nessun familiare che la possa aiutare, con la necessità di provvedere al sostentamento del proprio nucleo familiare e agli impegni di mamma. Questa lavoratrice è giunta presso i nostri uffici già provata in seguito a varie richieste inoltrate alla Direzione di Coop Alleanza 3.0, con risultati deludenti. Neppure l'intervento della Consigliera di parità ha cambiato la situazione in quanto nessuna risposta è arrivata dall'azienda alla richiesta di incontro avanzata dalla Consigliera stessa. La lavoratrice in questione è alle dipendenze di Coop Alleanza 3.0 oramai da molti anni con un contratto part time. Essa ha più volte chiesto che le venisse riconosciuto di poter svolgere, almeno per qualche anno, un orario di lavoro che fosse compatibile con gli orari di accesso ed uscita dalla scuola. Ciò in maniera da poter conciliare i propri orari di lavoro con quelli della scuola non dovendo in tal modo ricorrere sempre a baby sitter che comportano per lei un costo non sostenibile. Le risposte alle richieste della lavoratrice sono state sconfortanti”. 

Critica Pantera: “E neppure potrà essere percorribile e accettabile nel 2019 in un paese che si definisce "civile" la scelta obbligata delle dimissioni per una lavoratrice madre in difficoltà oggettive. In relazione alla vicenda le argomentazioni di Coop Alleanza 3.0, sulla tanto decantata solidarietà ed attenzione alle fasce sociali più deboli come tratto distintivo del mondo cooperativo, anche e soprattutto in momenti in cui la povertà si acuisce, stridono con quanto avviene nella realtà. Dobbiamo rammentare che fino a una quindicina di anni fa, proprio per il fatto di essere una cooperativa e di avere a cuore il principio della solidarietà, i dipendenti Coop potevano godere di un trattamento di miglior favore rispetto ad altre aziende non cooperative. Tra i lavoratori oggi aleggia un sentimento di delusione poiché loro credevano veramente in quei valori che oggi sembrano essersi sbiaditi e passati in secondo piano rispetto ad altre priorità. Come Uiltucs di Forlì, la quale predilige la discussione alla contrapposizione permanente, auspichiamo che ci siano gli spazi per poter addivenire ad una soluzione per la situazione "de quo". Certo è che per fare tale operazione sia necessario un interlocutore che decida di sedere ad un tavolo per discuterne”, conclude la sindacalista.

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