Le case di Borgo San Pietro tornano ad aprire le porte, basta citofonare e trovare tanti "Particolari"

Ritorna “Particolari – Straordinari incontri di vite quotidiane”, seconda edizione dell’evento organizzato dalle associazioni “Idee in corso” e “Regnoli 41”

Sabato 25 gennaio, dalle ore 9.30 alle 19, ritorna “Particolari – Straordinari incontri di vite quotidiane”, seconda edizione dell’evento organizzato dalle associazioni “Idee in corso” e “Regnoli 41” che apre per un giorno case, botteghe, studi, laboratori e altre attività di chi abita, vive o lavora nel quartiere San Pietro di Forlì.

Chi vorrà partecipare a questo insolito tour nella “Forlì nascosta” saranno riservate tante sorprese, a partire proprio dall’accoglienza che sarà riservata loro da quanti hanno aderito al progetto. Sarà una splendida occasione per sperimentare con mano perché è bello vivere in questa porzione di città.  Durante tutta la giornata, si potranno suonare campanelli e trovare persone disposte ad aprire case, attività, botteghe, mostrando il loro piccolo mondo ad un micro-pubblico curioso: curioso magari di scoprire nuovi legami, di stringere nuove relazioni. A un anno di distanza l’evento cofinanziato dal Comune di Forlì all’interno del progetto “Forlì Sicura 2019”, finanziato dalla Regione Emilia Romagna, è ancora incentrato sul tema dell’accoglienza reciproca, delle relazioni di vicinato e del coinvolgimento della comunità: guardarsi negli occhi e raccontarsi prendendosi il giusto tempo per conoscere l’altro è lo scopo principale di questo evento che lo scorso anno ha raccolto ampi consensi, sia in termini di partecipazione che di coinvolgimento. 

“L’elenco dei partecipanti è in continuo aggiornamento – spiega Elena Salvucci di Casa del Cuculo che coordina l’evento – al momento hanno aderito all’iniziativa 26 luoghi del quartiere tra abitazioni private, laboratori artigianali, studi d’arte, associazioni e studi professionali, che sono state invitate a partecipare attraverso una call che è stata veicolata su Facebook nel mese di dicembre. Tutti accomunati dal fatto di vivere quotidianamente il quartiere. Ognuno ha pensato a qualcosa da proporre a chi, mosso dal desiderio dell’incontro e dalla curiosità, ne varcherà la soglia”.

Il punto di partenza della manifestazione sarà in corso Mazzini 130, nella sede dell’associazione Idee in Corso: qui, spazio sfitto del quartiere riqualificato sempre grazie al progetto Forlì Sicura per la riqualificazione dei immobili sfitti sarà consegnata la mappa con i luoghi da visitare e gli orari di ogni casa.

Cosa si potrà vedere? Ci sarà un  laboratorio artigianale di pelletteria che mostrerà la lavorazione della pelle in uno spazio costruito sopra un antico cimitero indiano che negli anni Venti era una sala da ballo fatta poi chiudere da Mussolini. Un piccolo bistrò contemporaneo racconterà l’arte di fare la pasta fresca e del mangiar bene, aprendo le porte della cucina per coinvolgere gli intervenuti in laboratori istantanei per grandi e piccoli e che diventeranno “sfoglini” per un giorno sotto lo sguardo attento di chef Paolo.

C’è chi farà la lettura dei Tarocchi di Marsiglia, intesi come specchio dell’anima in un gioco che ha quasi del terapeutico per capire meglio se stessi.  Uno studio di psicologia racconterà come sia importante occuparsi della propria salute psicologica nelle diverse fasi della vita; un orafo mostrerà la sua attività artigianale; un laboratorio sartoriale mostrerà il prima e dopo della ristrutturazione. All’evento parteciperà anche una famiglia cinese proprio nel giorno del Capodanno cinese; sarà inoltre possibile visitare il centro di preghiera musulmano.

E ancora, ci sarà chi offrirà un concerto di chitarra classica per sentire la sonorità particolare delle scale, chi racconterà favole intorno al fuoco, chi mostrerà un’installazione di farfalle e barchette di carta, chi leggerà poesie e si cimenterà con gli origami, chi inviterà i presenti a condividere frasi del proprio autore preferito davanti a una tazza di the coi biscotti. Questi sono solo alcuni esempi delle proposte di chi, aderendo alla call, ha deciso di aprirsi a “Straordinari incontri di vite quotidiane”.

Lo scorso anno 200 persone hanno preso parte all’iniziativa sfogliando album fotografici di famiglie che non conoscevano, brindando a un compleanno lungo un corridoio, improvvisando un tango o assaggiando un piatto etnico cucinato per l’occasione. Così anche l'assessore al Centro storico Andrea Cintorino: “Ringrazio le associazioni, i residenti del quartiere San Pietro e i commercianti per questa iniziativa che va a valorizzare i luoghi del centro al di fuori ma entrare nel merito di quelle che possono essere le storie che ognuno di noi va a raccontare, che hanno non solo un valore personale, ma in qualche caso anche storico. Aprire le porte di una parte del centro storico ha un duplice significato: ci fa scoprire il valore del nostro patrimonio architettonico. Entrare e curiosare è sinonimo di partecipazione e ascolto”.

Ed ancora Elena Salvucci dell’associazione “Casa del cuculo”: “Il primo evento di Particolari  dell’anno scorso era una scommessa, a metà tra un evento culturale e uno di quartiere. Anche per noi organizzatori è stata una  scoperta incontrare queste diverse geografie che vivono fianco a fianco e spesso non si conoscono. Abbiamo avuto la fortuna di essere di nuovo  supportati dalla Regione e dal Comune. Il progetto “Forlì Sicura" era di cambiare la percezione di sicurezza di questo quartiere: oltre al finanziamento di azioni di sicurezza come le telecamere,  l’idea del progetto era anche di cambiare la percezione di sicurezza dei suoi abitanti e dei forlivesi stessi, facendo parlare le persone di questo quartiere. Ai campanelli ci saranno dei piccoli adesivi e le persone affronteranno l’imbarazzo di entrare nelle case di estranei.  Avremo una famiglia cinese che aprirà la propria casa nel giorno del Capodanno cinese e si potrà visitare il centro islamico. Si potrà incontrare il cuoco di un piccolo bistrò e sperimentare con lui; ci sarà un sarto africano che racconterà dei suoi tessuti”. E conclude Raffaella Orazi, presidente dell’associazione”Regnoli 41”: “E’ un  progetto nato all’interno del progetto su sicurezza integrata, perché se è vero che sono fondamentali le telecamere, crediamo anche che ci debba essere un nuovo modo di fare sicurezza, che sia più legato alla comunità di cui potersi sentire parte”. 

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