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Unicredit e Ior di nuovo insieme per rendere la ricerca dell’Irst in 3D

E' stato inaugurato mercoledì all'IRST il nuovo "Sistema di telecamere ad alta sensibilità per lo studio dell'efficacia delle radioterapie" donato da Unicredit all'Istituto Oncologico Romagnolo

Redazione23 maggio 2012

E’ stato inaugurato mercoledì all’IRST il nuovo “Sistema di telecamere ad alta sensibilità per lo studio dell'efficacia delle radioterapie” donato da Unicredit all’Istituto Oncologico Romagnolo e installato presso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico IRST di Meldola. “La strumentazione, destinata da IOR al Laboratorio di Bioscienze dell’Irccs IRST di Meldola – ha affermato il Direttore del Laboratorio, dott. Wainer Zoli – si inserirà nell’ambito delle ricerche che l’IRST ha attivato con la Bioingegneria dell’Università di Bologna”

“Questo modernissimo strumento – ha affermato il Presidente IOR, dott. Sergio Mazzi – rappresenta un ulteriore tassello della fattiva collaborazione che sta vedendo già da qualche anno Unicredit e IOR insieme per la lotta contro il cancro, dimostrazione di una particolare attenzione da parte di Unicredit alle attività di solidarietà condotte dallo IOR sul territorio. Questo nuovo loro impegno, infatti, fa seguito al sostegno dato negli ultimi due anni ad iniziative quali il concerto di Stefano Bollani per lo sviluppo delle cure palliative dell’Hospice di Faenza e le ultime due edizioni del Gran Galà IOR di Cesena a favore di interventi di assistenza sul territorio cesenate. Oggi, tale impegno si è concretizzato nuovamente tramite la donazione di un avanzato sistema di videocamere ad alta sensibilità per il rilevamento in tre dimensioni dei cambiamenti cellulari, sistema che permetterà di studiare gli effetti delle radioterapie su modelli cellulari di laboratorio, potendone osservare l'evoluzione in tre dimensioni”.

“La strumentazione, destinata da IOR al Laboratorio di Bioscienze dell’Irccs IRST di Meldola – ha affermato il Direttore del Laboratorio, dott. Wainer Zoli – si inserirà nell’ambito delle ricerche che l’IRST ha attivato con la Bioingegneria dell’Università di Bologna con l’obiettivo di definire nuovi modelli capaci di valutare l’efficacia dei più moderni trattamenti radioterapici, una terapia che utilizza radiazioni ionizzanti per colpire i tumori. Per sviluppare questo progetto il Laboratorio di Bioscienze ha messo a punto una nuova tipologia di coltura di cellule tumorali che consente di ottenere dei “coaguli” tridimensionali che simulano la crescita di un tumore così come avviene in un individuo. Gli esperimenti condotti in laboratorio, utilizzando questi aggregati di cellule tumorali, possono quindi consentire di valutare l’efficacia di un trattamento radiante effettuato su di una lesione neoplastica”. Fondamentale passaggio per questo tipo di studi è quindi l'acquisizione, prima e dopo l'irradiazione, d’immagini in 3D che consentano di effettuare analisi precise degli effetti indotti delle radiazioni; in particolare, per misurare le variazioni dei volumi e densità di questi aggregati. “Sono queste analisi – ha continuato il dott. Zoli – dette densitometriche, che forniscono il dato essenziale per poter poi valutare il reale effetto che le radiazioni hanno indotto sulle cellule tumorali studiate. Qui entra in gioco l’apporto delle Bioingegneria (dott. Alessandro Bevilacqua) che sta sviluppando uno specifico programma computerizzato che raccoglie immagini ad alta definizione ed in 3D degli aggregati e le elabora consentendoci di ricavarne le informazioni desiderate”.

Il prof. Dino Amadori, Direttore scientifico dell’IRST, ha affermato che questo sistema rappresenta un altro importante supporto tecnologico alla ricerca traslazionale svolta nell'Irccs IRST, ovvero quel tipo di ricerca frutto della stretta collaborazione tra varie figure professionali – biologo, ricercatore, farmacista e medico oncologo – che punta al più rapido trasferimento delle scoperte di laboratorio all’ambito clinico. “Che questa strumentazione non sia banale – ha aggiunto il Prof. Amadori – lo conferma il fatto che qualsiasi tecnica di imaging oggi si basa su tecniche tridimensionali. Una donazione importante anche perché attesta ancora una volta il vero punto di forza del nostro Istituto: l’essere frutto delle parti più vitali del nostro territorio, della società civile e produttiva. Un rapporto tra IRST e territorio che non deve mai venir meno”.

“Essere una banca del territorio, davvero – ha detto Luca Lorenzi, Responsabile di Territorio Centro Nord UniCredit -, per noi significa essere presenti in concreto per lo sviluppo di progetti e attività che siano realmente e su diversi fronti di sostegno al territorio. Ecco perché abbiamo deciso di affiancare una struttura importantissima di questo territorio come lo IOR  che con tutti i suoi volontari svolge un’attività nobile e di forte rilevanza sociale, a Cesena e in tutta la Romagna. Anche attraverso queste iniziative vogliamo dimostrare di essere sì un grande Gruppo internazionale ma saldamente radicato nei territori in cui è presente, per i quali lavora ogni giorno con l’obiettivo di sostenerne lo sviluppo e la crescita”.

A conclusione, il Presidente IOR Sergio Mazzi ha espresso tutta la sua gratitudine e il suo riconoscimento ad Unicredit per la grande generosità dimostrata e per i progetti futuri.

 

 

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