Morì un anno fa in un terribile incidente: una messa ricorda l'ex magistrato onorario Benedetto Maria Giorgi

Le spoglie mortali di Benedetto Maria Giorgi giacciono nella storica tomba degli Albicini Mazzoni, al Cimitero monumentale di Forlì

Sarà una Messa nella chiesa del Suffragio di Forlì, in programma domenica, alle 11.15, a ricordare Benedetto Maria Giorgi ad un anno dalla scomparsa. Com’è noto, l’ex assicuratore e vice procuratore onorario per un biennio, alla fine degli anni Novanta, presso il Tribunale di Forlì, perì il 10 novembre 2018 in un terribile incidente stradale sulla Bidentina, tamponato mortalmente da un 24enne che sopraggiungeva a velocità sostenuta da Meldola. Giorgi, classe 1964, era uscito dalla via Farazzano, vicinale di servizio alla tenuta di famiglia, appartenuta agli Albicini sin dal lontano 1850 e poi, all’estinzione del nobile casato, ereditata dai Mazzoni. Nel cortile dell’abitazione, Benedetto era solito allenarsi in vista di un possibile rientro nell’agone tennistico. Una delle immagini più scioccanti agli occhi dei soccorritori, intervenuti sul luogo dell’incidente quella tragica sera, fu la vista delle racchette da tennis sull’asfalto, sbalzate fuori dall’auto in cui “Ben” aveva perso la vita. Giorgi non era mai stato classificato nel ranking FIT, ma aveva comunque partecipato, negli anni Novanta, alla Coppa Italia di categoria con il Circolo Tennis Meldola.

Il suo colpo migliore era il rovescio a tutto braccio, di efficacia davvero unica, spesso vincente nello scambio dal fondo. Per ricordare l’ex assicuratore, molto conosciuto a Forlì, nel giugno scorso alcuni amici hanno organizzato un torneo di tennis amatoriale presso il Polisportivo Cava. La liturgia funebre dello sfortunato 54enne, tenutasi il 14 novembre 2018 nel Duomo di Forlì e presieduta da don Giancarlo Barucci, vide la partecipazione dei familiari e di tanti amici provenienti anche da altre città. In prima fila sedeva il fratello maggiore Francesco Maria, che salutò Benedetto con una straordinaria lettera d’amore, proposta all’ambone dall’amico Luigi Ciocchetti. “Cerchiamo di trovare tra le pieghe dei ricordi che abbiamo di te, una ‘ratio’ che ci aiuti a trovare almeno un capo di questo filo. Troppo difficile: noi continuiamo ad assolutizzare i principi del nostro intelletto. Non abbiamo ancora capito con chi abbiamo a che fare … ‘le mie vie non sono le vostre vie; i miei pensieri non sono i vostri pensieri’. Non abbiamo capito che, più che le teorie, sono le prospettive semplici che ci portano alla Verità, alla radice del nostro esistere”.

A quel punto Francesco alzò lo sguardo verso l’Alto: “Per questo noi siamo fiduciosi che ora tu godi della gioia dei Cieli, perché hai amato, hai preso atto dell’umanità che ti è stata resa disponibile nei tuoi fratelli e li hai trattati come amici. E ora i tuoi amici sono qui, davanti a te, a ringraziarti del tuo amore; questa forse è la risposta a quel Mistero, il cui primo bagliore i tuoi occhi hanno visto quella sera, nella loro ultima luce terrena. Tuo per sempre, Francesco”. Da quel giorno, le spoglie mortali di Benedetto Maria Giorgi giacciono nella storica tomba degli Albicini Mazzoni, al Cimitero monumentale di Forlì, accanto al padre Cesare, per anni medico radiologo all’ospedale di Meldola, scomparso nel 1999. 

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