Moschea di via Fabbretti, Zattini: "Mosconi si è trincerato dietro il silenzio verso i residenti"

“Mi fa piacere che il mio interessamento alla vicenda di via Fabbretti abbia risvegliato il torpore di Mosconi che, improvvisamente, si ricorda di essere assessore con delega all’integrazione"

“Mi fa piacere che il mio interessamento alla vicenda di via Fabbretti abbia risvegliato il torpore di Mosconi che, improvvisamente, si ricorda di essere assessore con delega all’integrazione. A quanto pare è bastato ricordargli la grave situazione di illegalità di via Fabbretti per renderlo partecipe dei timori dei residenti e delle denunce del comitato. Peccato che in queste settimane l’Amministrazione uscente si sia trincerata in un imbarazzante silenzio istituzionale, non rispondendo alle mail dei residenti e lasciando che la situazione scivolasse nel degrado e nell’indifferenza delle Istituzioni. La cosa più grave, spiace ribadirlo, è che Mosconi, invece di parlare di soluzioni, scarica il barile e tira in ballo una situazione che non conosce paragonandola impropriamente a quella di Forlì": è la replica che arriva da Gian Luca Zattini all'attacco dell'assessore uscente Raoul Mosconi sulla moschea di via Fabbretti.

Continua Zattini: "Perché se Mosconi si fosse informato adeguatamente, parlando con i meldolesi e con le Forze dell’Ordine, avrebbe evitato imbarazzanti scivoloni nonché infelici sceneggiate. Prima di tutto perché il centro di cui parla non solo non è una ‘moschea di fatto’, come invece asserisce, ma non ha mai sollevato alcuna protesta tra i residenti né segnalazioni da parte dei Carabinieri. Non mi pare, infatti, che a Meldola si sia costituito un comitato di protesta o che si siano raccolte delle firme per defenestrare la sede del centro culturale. Salvo che Mosconi, in questi anni, abbia amministrato Meldola e non Forlì. Ma tutto può essere. Da quanto mi risulta, piuttosto, lo stabile in cui si ritrovano queste persone, a Meldola, rientra in un quadro di legalità e rispetto della normativa vigente. A differenza di via Fabbretti, dove la situazione in questi cinque anni si è talmente esacerbata da determinare la cancellazione di Afaf dal registro regionale delle associazioni di promozione sociale e far sbottare i residenti. Mi piacerebbe che non fosse così ma a ricordarglielo non è Zattini ma i fatti, e le denunce dei forlivesi.”

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