Moschea, i residenti di via Fabbretti: "Nei venerdì circa 200 fedeli, col Ramadan ancora di più"

“I frequentatori della cerimonia religiosa del venerdì sono normalmente ben superiori, arrivando molte volte a superare le 200 unità", spiegano i residenti

“I frequentatori della cerimonia religiosa del venerdì sono normalmente ben superiori, arrivando molte volte a superare le 200 unità presenti contemporaneamente (circostanza che poi mal si concilia con il numero degli associati AFAF, un centinaio indicata da Forlì Today). Senza poi guardare ai periodi di Ramadan dove i numeri del venerdì e della prevalenza delle preghiere di prima  serata (20.30 circa) e seconda serata (23.30 circa) per 30 giorni si attestano dalle 200 alle oltre 300 unità, con tutti i problemi di sicurezza, ordine pubblico, viabilità che da ciò conseguono”: lo spiega Arnaldo Bolognesi    per il comitato spontaneo di Via Fabbretti. Il comitato interviene dopo il sopralluogo dei giornalisti di ForlìToday, venerdì intorno alle 13, in cui sono stati contati circa 60-70 utenti della moschea, defluiti in modo scaglionato dal luogo di preghiera e cultura islamica al centro del provvedimento di revoca come associazione di promozione sociale da parte della Regione.
Bolognesi spiega che “se i numeri fossero sempre questi e se i frequentatori defluissero sempre a questo modo, le problematiche e le difficoltà che vivono i residenti sarebbero ben inferiori a quelle reali”. Ma non sarebbe sempre così: “Purtroppo, la documentazione raccolta, le richieste di intervento agli atti della Polizia Municipale, le segnalazioni, le foto apparse sui quotidiani locali nel corso degli anni offrono una diversa realtà”. Il comitato spiega inoltre che per l’ultimo Ramadan non sarebbero stato rispettati gli accordi coi residenti.

Ed ancora: “La presenza di più siti in Via Fabbretti utilizzati come luoghi di culto è un vulnus per la zona e per la città: in primo luogo, perché non sappiamo se detti siti siano espressamente autorizzati come luoghi di culto (e se ciò non fosse, si aprirebbe lo scenario di un possibile abuso edilizio); in secondo luogo, poiché Via Fabbretti (strada chiusa, stretta e priva di marciapiedi) non può comunque sopportare il conseguente carico urbanistico; in terzo luogo, perché tale concentrazione determina problematiche più che sensibili sulla vita quotidiana dei residenti e sulle dinamiche immobiliari, economiche e sociali della zona, incidendo negativamente su di una situazione già difficile. Le criticità sul carico urbanistico e sulla vita quotidiana dei residenti sono ancora più evidenti in relazione alle celebrazioni del culto islamico, posto che tale religione prevede 5 momenti di preghiera giornalieri, che partono alle ore 6.00 circa di mattina per finire alle ore 4.00 circa del giorno successivo (e che durante il Ramadan sono tutte frequentate): non è possibile per i residenti (i più vicini spesso svegliati dalle preghiere recitate attraverso un sistema di amplificazione) vivere secondo ritmi scanditi da regole che nemmeno appartengono alle consuetudini sociali del nostro Paese, e ciò nemmeno in nome di un generico richiamo alla libertà di culto, che scendendo nello specifico si deve riassumere come “libertà di pregare Chi si vuole” e non “libertà di pregare dove si vuole”.

“Il Comune di Forlì ha autorizzato uno specifico luogo di culto islamico in Via Masetti e ciò, si può immaginare, tenendo conto delle peculiarità collegate alla professione di questa fede (come sopra indicate): in Paesi che guardiamo con ammirazione quali esempi di integrazione (es. Canada) le Moschee sono tutte al di fuori dei centri cittadini proprio per permettere la migliore espressione della libertà nella professione del culto islamico, senza limitare con dette pratiche religiose la vita di chi ne è estraneo: onestamente non comprendiamo perché a Forlì questa dovrebbe essere considerata una penalizzazione e non una utilità dai fedeli islamici”, conclude la nota dei residenti.
 

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