La moschea di via Fabbretti non ospiterà il ramadan: "Prenderemo una struttura in affitto"

Essendo ancora pienamente operativa come Aps, venerdì alle 13 si è tenuto il rito religioso (quello di venerdì è la preghiera più frequentata dai musulmani)

L'associazione Afaf (Associazione fratellanza amicizia Forlì) che anima il centro di preghiera e cultura islamica di via Fabbretti, piccola traversa chiusa nel borgo San Pietro di via Ravegnana, ha fatto ricorso contro la cancellazione dall'elenco regionale delle associazioni di promozione sociale. Il ricorso è avvenuto con un'azione legale, volta a interrompere i termini della cancellazione, dopo che una prima risposta è stata respinta dalla Regione, che l'ha ritenuta incompleta e da integrare. Senza quella qualifica di fatto lo stabile di via Fabbretti, che ospita i musulmani dal 2012, non potrà essere più utilizzato come sede per i servizi dell'associazione e quindi chiudere i battenti. Il depennamento è stato motivato da una relazione della Polizia Municipale secondo cui l'attività prevalente è quella di preghiera e non quella sociale, vale a dire diretta ai soci iscritti ad Afaf, che sono circa un centinaio.

Essendo ancora pienamente operativa come Aps, venerdì alle 13 si è tenuto il rito religioso (quello di venerdì è la preghiera più frequentata dai musulmani). Sono state circa 60-70 le persone contate da ForlìToday, presenti in via Fabbretti. Quest'angolo piuttosto degradato nel cuore della città è diventato in pochi metri un vero e proprio crocevia religioso: una accanto all'altra si trovano le sedi della chiesa neo-apostolica (un credo cristiano praticato in Germania), la moschea e un luogo di culto cinese. Presenti sul posto abbiamo constatato che tra i musulmani tutti hanno raggiunto il locale a piedi o in bicicletta. “Da più di un anno abbiamo affittato un cortile di fronte alla nostra sede, per far parcheggiare le biciclette”, spiega il presidente di Afaf Abdel Moumen, algerino con nazionalità italiana, da 23 anni in Italia e che ha studiato nelle scuole della nostra città. Il presidente indica i numerosi nastri biancorossi nel tratto di strada della “moschea” con cui viene impedito di lasciare biciclette ammassate. “Dicono che generiamo traffico, ma non è così. Negli scorsi anni, in occasione del ramadan, abbiamo messo nostri volontari all'inizio della strada per filtrare le auto dei fedeli e chiedere di non entrare con la macchina”, prosegue.

VIDEO - Parlano gli islamici di via Fabbretti: "Qui tante attività dell'associazione"

Il ramadan, che quest'anno parte il 5 maggio, non sarà celebrato in via Fabbretti, in ogni caso. “Prenderemo in affitto un capannone oppure, se non sarà possibile, utilizzeremo la moschea di Masetti”, spiega  Abdel Moumen, che tutti conoscono col nome italiano di 'Mimmo'. Perché non utilizzare la nuova struttura di via Masetti per le preghiere? “E' molto lontana e poi esistono tante chiese in giro tra cui uno può scegliere, perché non può esistere un altro luogo per i musulmani?”. Sullo sfondo ci sono però celate divisioni nazionali tra i musulmani. Afaf in ogni caso respinge la definizione di 'moschea': “Qui si svolgono circa una ventina di attività sociali, dai corsi di italiano per adulti al dopo-scuola e aiuto per i compiti dei bambini, fino alle attività sportive e ai tornei di calcetto”, dice il presidente. Anche la preghiera? “Ci sono momenti di preghiera, quelle del venerdì le più affollate, ma sono una cinquantina di persone che non danno disturbo”, sostiene.

Venerdì nella tarda mattinata era presente in via Fabbretti anche una delegazione dell'associazione 'Forlì città aperta' e di Rifondazione Comunista. Presente anche Nicola Candido, che spiega: “C'era arrivata notizia che ci sarebbe stata una manifestazione della Lega qui, siamo venuti per verificare e per sostenere la libertà di culto”. 

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