Centri islamici irregolari, la Lega alza il tiro: "Tutti da chiudere subito"

I centri islamici irregolari sono “da chiudere subito”: la Lega alza i toni e chiede provvedimenti più severi. Nel mirino anche la LR 34/2002

I centri islamici irregolari sono “da chiudere subito”: la Lega alza i toni e chiede provvedimenti più severi. Nel mirino anche la LR 34/2002 ritenuta “inadeguata. Sotto il ‘velo’ dell’associazionismo culturale si cela il proselitismo islamico”. La presa di posizione leghista viene all’indomani della pubblicazione dell’indagine condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri che ha portato alla luce una cascata di irregolarità nelle 12 moschee o luoghi di culto islamici disseminati in tutto il territorio di Forlì-Cesena.

La Lega Nord torna alla carica e lo fa attraverso le parole del consigliere regionale Massimiliano Pompignoli: “Sono anni che diciamo che questi presunti centri culturali in realtà sono delle vere e proprie moschee, dei luoghi di culto dove si predica e si fanno proselitismi. Anche recentemente - erano i primi di giugno - dopo la diffusione di preoccupanti notizie circa l’emersione di una rete con finalità terroristiche composta da stranieri di religione islamica e radicata in tutta la Romagna, il nostro movimento aveva suonato l’allarme. Ma se lo dice la Lega gli allarmi sono sempre infondati, i toni sono sempre sbagliati e a monte si concentra una naturale punta di razzismo”.

“Bene quindi l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine che hanno comprovato l’esistenza di diffuse irregolarità sia nell’adeguatezza e agibilità dei locali che nel rispetto delle norme di pubblica sicurezza. Infine ma non da ultimo, i Carabinieri hanno accertato l’utilizzo ‘improprio’ dei cosiddetti centri culturali islamici; vale a dire con allestimenti e finalità di culto.” A questo punto per il Carroccio non ci sono dubbi: “Tutte queste strutture vanno chiuse! Adesso non ci sono più scuse. A partire dalla moschea abusiva di via Fabbretti a Forlì che più volte abbiamo ‘denunciato’ per disturbo della quiete pubblica e violazione del codice della strada, per poi passare a quella di via Longo a Cesena la cui associazione titolare dell'immobile non risulta nemmeno iscritta all'Albo regionale delle Associazioni di Promozione Sociale”.

“Un fatto gravissimo reso ancor più preoccupante dal fatto che le Amministrazioni locali e la Regione in primis, hanno chiuso gli occhi di fronte a questa dilagante occupazione islamica del territorio, sottovalutandone il pericolo e celebrandone addirittura la mappatura con una pubblicazione promossa dalla stessa Assemblea legislativa” conclude il consigliere regionale della Lega che infine punta il dito contro i contenuti della Legge Regionale di riferimento, la 34 del 2002, i cui parametri “sono da ridefinire in un’ottica più stringente e vincolante. Crediamo infatti che la Regione debba assumersi le sue responsabilità e prendere atto della gravità del fenomeno islamico in tutte le sue forme, non solo quella religiosa. Le nostre comunità ne sono inevitabilmente coinvolte e compito delle Istituzioni, e quindi anche della Regione Emilia Romagna, è quello di prevenire qualsiasi manifestazione e fenomeno che le metta in serio pericolo”, conclude Pompignoli.

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