L'Art Decò chiude a quota 90.400 visitatori. Il 2018 sarà dedicato al Cinquecento

L'annuncio è stato dato dall'organizzatore e coordinatore delle rassegne Gianfranco Brunelli, al termine della conferenza di verifica della mostra "Art Decò. Gli anni ruggenti in Italia", che ha chiuso i battenti domenica scorsa con ben 90.400 visitatori all'attivo

Sarà dedicato al Cinquecento e a tutte le sue espressioni e varianti artistiche, l’evento espositivo che Forlì ospiterà nel 2018, nello straordinario contenitore dei Musei San Domenico. L’annuncio è stato dato dall’organizzatore e coordinatore delle rassegne Gianfranco Brunelli, al termine della conferenza di verifica della mostra “Art Decò. Gli anni ruggenti in Italia”, che ha chiuso i battenti domenica scorsa con ben 90.400 visitatori all’attivo. “Dopo averne parlato col presidente Roberto Pinza e con Antonio Paolucci - dichiara Brunelli - ci siamo resi conto che Forlì è pronta ad allestire qualcosa che affronti e disveli il secolo fondativo della nostra modernità”. L’arco temporale indicativo di copertura della futura rassegna andrà dal 1527, data del “Sacco di Roma” da parte delle truppe dei lanzichenecchi, i soldati mercenari tedeschi arruolati nell'esercito dell'Imperatore Carlo V d'Asburgo, al 1610, l’anno della morte (violenta) di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.

“Il Cinquecento è il secolo delle Riforme, dell’iconoclastia protestante che viene controbilanciata dal ritorno al paleocristiano, ma è anche il periodo in cui si pongono le basi della nuova scienza, del concetto di natura come specchio fedele del divino e infine della pietà popolare”. Oltre ad opere dei migliori artisti del tempo, come Lotto, Vasari, Rosso Fiorentino e lo stesso Caravaggio, tanto per citarne alcuni, la Fondazione ritornerà ad attingere alle risorse artistiche del territorio: “Nel corso del Cinquecento - prosegue il coordinatore delle rassegne - Forlì ha dato i natali ad artisti di valore assoluto, come Livio Agresti, Francesco Menzocchi e Ganfrancesco Modigliani”.

ANNUNCIATA LA MOSTRA 2018: IL VIDEO

L’equipe coordinata da Gianfranco Brunelli è già al lavoro per imbastire il “file rouge” di contenuti dell’ambizioso progetto, che dovrà necessariamente fare i conti con un adeguato sforzo finanziario da parte della Fondazione. In attesa di approfondire i contenuti e conoscere il titolo ufficiale della rassegna 2018, il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì Roberto Pinza, il direttore di Civitas Srl Giorgio Verdecchia, l’assessore alla Cultura del Comune di Forlì Elisa Giovannetti e lo stesso Brunelli, comunicano gli esiti della mostra sull’Art Decò. Dei 90mila visitatori si è già detto. “Il successo delle grandi mostre allestite al San Domenico – interviene Pinza - ci impone di continuare ad organizzare questi eventi, fondamentali per lo sviluppo della cultura e dell’immagine cittadina avviato nel 2004 con la rassegna sul Palmezzano”. I circa 1.320.000 visitatori accorsi sinora a Forlì hanno generato un flusso turistico e d’interesse su cui non si può che insistere”.

Se l’assessore Giovannetti, intervenuta in rappresentanza del sindaco di Forlì Davide Drei, mette in risalto le occasioni di lavoro sul territorio generate dalle mostre allestite dalla Fondazione, oltre allo sforzo operato dal Comune per implementare la proposta culturale sul territorio agganciando il flusso di visitatori determinato dal San Domenico, Verdecchia conferma la necessità di approfondire il fausto connubio fra Comune e Fondazione, divenuto imprenscindibile per lo sviluppo del territorio forlivese, che “passa inevitabilmente dall’offerta culturale”. Gianfranco Brunelli elenca cifre e dati della rassegna appena conclusa. “La grande novità dell’Art Decò è rappresentata dal forte aumento dei visitatori individuali, pari al 77% del totale, dato che sottende un altro grande risultato: il 30% di queste persone non era mai stata a Forlì”.

I riverberi dell’Art Decò sono piaciuti ad un pubblico sempre più giovane (il 44% dei visitatori ha un’età che va dai 45 ai 65% anni), con una chiara prevalenza del genere femminile. Altro aspetto di grande effetto è che il 74% degli estimatori dell’Art Decò giunti nel capoluogo romagnolo, è in possesso di una laurea. Senza dimenticare che il 10% dei visitatori ha dichiarato di aver pernottato almeno una notte nel forlivese. “Cresce il numero di italiani - conclude Pinza - che mettono Forlì come punto fermo culturale della propria agenda. Tutto questo ci spinge a credere ed investire sempre più nel progetto San Domenico”. 

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