Mucca imbizzarrita semina il caos, alla fine viene abbattuta: la protesta degli animalisti

E' andata avanti per oltre tre ore l'inseguimento di una mucca che ha causato il caos nella zona tra Magliano e San Martino in Strada

La mucca uccisa rimossa con un trattore

E' andata avanti per oltre tre ore l'inseguimento di una mucca che ha causato il caos nella zona tra Magliano e San Martino in Strada nel primo pomeriggio di martedì. L'epilogo, purtroppo, è stato l'abbattimento dell'animale, regolarmente autorizzato dal personale veterinario intervenuto sul posto, assieme alla polizia municipale dell'Unione dei Comuni e dei Vigili del Fuoco. Il tutto ha avuto inizio intorno alle 12 in una stalla di Magliano, dove la mucca, per l'esattezza una giovenca, è fuggita durante un'operazione di carico su un veicolo. L'animale si è dato subito ad una veloce fuga e per diverse volte ha attraversato strade trafficate come via Bidente, via Monda e via Crocetta.

In un caso i vigili urbani hanno dovuto interrompere il traffico lungo la provinciale del Bidente, data la situazione di pericolo connesso all'animale in libertà. In ogni tentativo, la mucca ha attaccato gli operatori, costringendo – per la loro salvaguardia – a rinunciare alla cattura. In un caso l'animale era stato ristretto in un cortile di una casa colonica, ma anche in quel caso è riuscito poi a fuggire. Solo intorno alle 15,40 l'ultimo intervento, quello che ha costretto la polizia municipale ad abbattere in modo definitivo la bestia imbizzarrita. La mucca è stata quindi uccisa nelle campagne di San Martino in Strada, su autorizzazione dei veterinari dell'Ausl.

Un epilogo che, però, non piace l'associazione animalista Lav che chiede al sindaco e al direttore generale dell'Asl di appurare i motivi del mancato utilizzo dei veterinari autorizzati all’uso della telenarcosi (in sostanza all'animale agitato viene sparata una dose di potente sonnifero), azione che avrebbe salvato la vita all’animale. L'associazione animalista parla di “uccisione non necessaria”. Aggiunge la LAV: “L’animale avrebbe potuto e dovuto essere graziato dal suo ruolo di produttore”. L'associazione si è infine riservata la possibilità di presentare una denuncia alla Procura.
 

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