Murales di donne contro il degrado all'ex Battistini: "Dove c'è presidio artistico e sociale, cala la microcriminalità"

La ricetta non è nuova in città, già abbellita in più punti da pitture murali, e  verrà applicata ora anche all'ex Fabbrica Battistini, il quartierino ristrutturato in centro

Murales contro il degrado, perché dove c'è del bello e cura degli ambienti si generano meccanismi sociali che allontanano l'abbandono e le facce poco raccomandabili. La ricetta non è nuova in città, già abbellita in più punti da pitture murali, e  verrà applicata ora anche all'ex Fabbrica Battistini, il quartierino ristrutturato compreso tra via Fossato Vecchio e via Paradiso, in centro storico. Stretto tra le stradine del cuore della città, ha lunghi portici desolati e un cortile-patio interno, pedonale e accessibile al pubblico, che troppo spesso è diventato ricettacolo di piccola delinquenza, clochard, gruppi di persone che bevono alcolici in strada, area in cui si concentra una latrina a cielo aperto. I residenti dell'area in passato hanno tentato un dialogo con gli “habitué” dell'ex Battistini, stranieri ma anche molti italiani, ma con scarso successo. In diversi attribuiscono le presenze alla vicina sede della Caritas e questo è diventato da tempo uno dei punti neri del centro.

Qui la cultura ha già fatto capolino in passato, grazie all'associazione 'Spazi indecisi' che con l'iniziativa 'Mettiti nelle mie scarpe' ha avviato il recupero della memoria storica di questo lembo di centro, una fabbrica di scarpe dove l'occupazione era prevalentemente femminile. Proprio le donne sono il tema dei tre murales che sono in corso di allestimento e che sabato saranno pronti per l'inaugurazione, a cura dell'artista Pax Paloscia. Il progetto, partito con l'assessore precedente Elisa Giovanetti, è stato finanziato con 11mila euro di fondi regionali destinati alla lotta alla discriminazione di genere. “Women's wall”, progetto curato dall'associazione 'Città di Ebla', in collaborazione col Centro Donna, vedrà l'area interna dell'ex Battistini decorata con tre murales di circa 25 metri quadri l'uno. “Il tema scelto è la donna, donna straniera e donna lavoratrice”, spiega Giulia Civelli, responsabile del Centro Donna, che ha accolto il progetto di 'Città di Ebla', ottenendo il finanziamento regionale.

Per Città di Ebla non è una prima volta coi murales. Lo spiega Claudio Angelini: “Ci occupiamo di  arti performative, ma negli ultimi due anni ci siamo dedicati anche al recupero delle pitture e della memoria dei due murales cileni in viale Roma e via Minardi,  riattivando un percorso di memoria della città, assieme al Liceo artistico”. Perché lavorare sulle pareti della città? “Questa città ha bisogno di narrazioni forti, da riattivare o percorrerne di nuove”. E avere “presidi artistici ha una ricaduta importante anche sull'ordine pubblico”, spiega Angelini, perché “se è vero che degrado chiama degrado, è dimostrato che attorno agli ambienti culturali la microcriminalità cala”. Lo sconforto del quartiere è però palpabile: una residente ha partecipato alla conferenza stampa elencando le problematiche ormai consolidate e gli sforzi messi in atto dai residenti, purtroppo invano.

VIDEO - Tre murales contro il degrado all'ex Fabbrica Battistini

A loro risponde l'assessore al Centro storico Andrea Cintorino: “Sposo in pieno il progetto, non è un iniziativa che ha un colore politico. E' un momento collettivo di aggregazione”. L'idea è che, dove c'è aggregazione e legami sociali più saldi, si allontanano l'incuria e i malintenzionati, avviando un percorso virtuoso. Ma il Comune, spiega Cintorino, ci metterà del suo: “L'area è tra quelle in cui partirà alla fine dell'anno l'installazione di nuove telecamere di videosorveglianza. Stiamo valutando di riqualificare anche posizionando qui piccole fiere e mercati specializzati”.

La storia dell'isolato

Il progetto  all'ex Battistini segue il solco di 'Mettiti nelle mie scarpe', che per primo ha ritirato fuori le radici sociali dell'area: il calzaturificio Trento, di proprietà dei fratelli Battistini, occupava tutto l'isolato. Fondata nel 1914, rimase attiva fino ai primi anni '70. Nel 1941 giunse ad avere 640 lavoratori, di cui la gran parte donne. Per questo è un luogo simbolo del lavoro delle donne in città, vocazione che verrà rafforzata dalle nuove raffigurazioni a cura di Pax Paloscia, artista di origini romane che si muove tra Milano e New York e che per una settimana è a Forlì per questo trittico di opere. Una di queste saranno le celebri 'Scarpe rosse' emblema della lotta alla violenza sulle donne, una sorta di cerchio di significati che si salda in un'unica immagine. 

“Durante la settimana, Città di Ebla raccoglierà le storie di alcune donne residenti nell’isolato, facendosi accompagnare dalle memorie delle lavoratrici del Calzaturificio Trento, al fine della realizzazione di un video-intervista a scopo documentativo. Il percorso di partecipazione cittadina si avvale della collaborazione delle associazioni del quartiere, in particolare: Comitato Scarpe Spaiate, Associazione La Volpe e la Rosa, Fondazione Buon Pastore - Caritas Forlì, Forlì Città Aperta”, aggiunge Angelini. 

L'inaugurazione

A conclusione di tutto questo, sabato, si svolgerà la giornata inaugurale che prevede una conferenza alle ore 9.30. Relatori: Claudio Angelini (regista e direttore artistico di Città di Ebla), Marika Medri (co-curatrice progetto Mettiti nelle mie scarpe di Spazi Indecisi), Annalisa Battistini (autrice del libro Calzaturificio Trento - Fratelli Battistini SPA storia della prima generazione di imprenditori), Thomas Casadei (Professore associato di Filosofia del diritto all’Unimore), Carla Castellucci (Consigliere di Parità del Comune di Forlì), Beatrice Spallaccia (ricercatrice del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione all’Unibo). Moderatrice: Giulia Civelli (Responsabile Unità Centro Donna e Pari Opportunità). Alle 12 l'inaugurazione dei murales e proiezione video-intervista. In caso di maltempo l'incontro si terrà nella Palazzina Uffici di EXATR (Via Ugo Bassi, 16)

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