Ulisse, fervono i preparativi. E al San Giacomo si allestisce la più antica nave greca di tremila anni fa

Proseguono nella chiesa del San Giacomo le operazioni di allestimento della nave greca. La nave non si presenta integra: sono arrivati fino a noi la ruota di poppa, il paramezzale e i madieri

Narra Platone nel "Crizia" che la misteriosa e leggendaria isola di Atlantide fosse decorata, in molte sue parti - tra cui pareti, pavimenti e colonne - con un metallo molto pregiato (il più prezioso dopo l’oro), il mitico “oricalco”, nome usato nell’antichità per l’ottone e costituito da una lega di rame e zinco. E proprio di oricalco sono i lingotti risalenti alla seconda metà del sesto secolo a.C. ritrovati nei fondali marini della Sicilia, che saranno esposti nella chiesa di San Giacomo accanto alla nave greca arcaica di Gela, in occasione della grande mostra ormai imminente, "Ulisse. L’arte e il mito”, in programma dal 15 febbraio al 21 giugno ai Musei San Domenico.

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A segnare l’incipit espositivo dell’evento organizzato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, con la regia di Gianfranco Brunelli, coordinatore dei progetti espositivi, sarà la nave più antica del mondo (databile tra il sesto e il quinto secolo a.C.) visibile per la prima volta dopo il suo rinvenimento al largo di Gela, insieme a parti significative del carico recuperato a cinque metri di profondità. Il ritrovamento degli 86 lingotti di Gela, una parte dei quali saranno esposti a Forlì, costituisce di fatto una scoperta unica nel panorama archeologico mondiale, non solo perché non sono mai stati ritrovati materiali simili in altri contesti di scavo, ma anche perché i reperti finora conosciuti e forgiati con questa lega nell’antichità sono molto rari. Una scoperta di particolare rilievo, quindi, databile all’età arcaica greca, che ha avuto una eco mondiale anche tra i non addetti ai lavori, proprio perché messa in diretta relazione con il  mito della città di Atlantide.

Il mito nel mito, ad arricchire quello che si preannuncia un viaggio nell’arte e nei secoli senza precedenti, dedicato all’eroe omerico per eccellenza che per quattro mesi porterà a Forlì 250 capolavori provenienti da tutto il mondo, dall’antichità al Novecento, dedicati al più antico e moderno personaggio della letteratura occidentale. Proseguono nella chiesa del San Giacomo le operazioni di allestimento della nave greca. La nave non si presenta integra: sono arrivati fino a noi la ruota di poppa, il paramezzale e i madieri. Del carico rinvenuto nel fondali della Sicilia, fanno parte, oltre ai lingotti, un cesto di vimini e un tripode in bronzo. "Siamo, dunque, in presenza di uno dei più emblematici ritrovamenti subacquei del patrimonio archeologico del Mediterraneo Antico che ci consente di conoscere non solo le caratteristiche dell’imbarcazione, ma la storia stessa della navigazione e le tecniche di costruzione navale impiegate dalle maestranze greche - spiega Brunelli -. Una occasione unica. Un viaggio nel tempo sulle orme di Ulisse".

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