Nuovo polo commerciale, la bocciatura di Federconsumatori: "Non è quello che serve"

Anche Federconsumatori Forlì-Cesena si oppone alla creazione di un nuovo polo commerciale nella zona di via Bertini

"Non è la strada giusta e non serve alle consumatrici e ai consumatori forlivesi". Anche Federconsumatori Forlì-Cesena si oppone alla creazione di un nuovo polo commerciale nella zona di via Bertini, aderendo "all’appello ancorato delle associazioni di categoria del settore commercio e delle organizzazioni sindacali che chiedono al Comune di Forlì di non procedere con l’autorizzazione di una nuova superficie commerciale di 2500 metri quadrati dedicati alla grande distribuzione organizzata".

Spiega il presidente di Federconsumatori Forlì-Cesena, Milad Basir: "Se il Comune ci avesse interpellato, cosa che non è avvenuta, avremmo potuto far emergere tutte le nostre perplessità su un progetto che metterà ancora più in crisi il commercio di prossimità, che contribuirà allo spopolamento del centro storico, che avrà un impatto negativo sull’occupazione, sull’ambiente e sulla vivibilità sostenibile. Per queste ragioni, come associazione di rappresentanza dei consumatori, diciamo no alla proposta di variante al Pua tra le vie Balzella e via Bertini confidando in un diniego da parte del Consiglio comunale".

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"Le risposte date dall'assessore all’urbanistica Daniele Mezzacapo non giustificano questa scelta ne nei metodi ne nel merito, chiediamo dunque alla Giunta e al Consiglio di tenere conto del parere delle parti sociali del territorio e di fermarsi nell’interesse di tutti - continua Basir -. Le scelte da compiere sono altre, tra queste la mappatura dei servizi già presenti nel territorio e il sostegno al commercio di prossimità nei quartieri analizzando di quali realtà c’è bisogno e dove. E se di politica dei prezzi si vuole discutere lo si faccia non con nuovo consumo di suolo e l’ingresso di nuovi colossi della grande distribuzione ma concertando le politiche con i tanti attori già presenti nel territorio, organizzando le filiere e sostenendo le piccole attività oggi fortemente penalizzate".

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