Pastore ucciso e incaprettato: l'omicida condannato all'ergastolo

Le indagini che avevano portato alla doppia cattura sono state svolte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Forlì, all'epoca sotto la guida del capitano Cristiano Marella e del luogotenente Gino Lifrieri

Trascorrerà il resto della propria vita in carcere. I giudice della Corte d'Assise hanno condannato all'ergastolo Mihai Cozma, 48enne romeno accusato dalla magistratura (pubblico ministero Filippo Santangelo) di esser stato assodato dal connazionale 28enne Catalin Vasile Balavan (già condannato a 30 anni di reclusione) per l'omicidio di Vasile Gabar, il pastore romeno di 58 anni assassinato il 14 giugno del 2010 nelle campagne di Modigliana. Le indagini che avevano portato alla doppia cattura sono state svolte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Forlì, all'epoca sotto la guida del capitano Cristiano Marella e del luogotenente Gino Lifrieri.

L'OMICIDIO - I fatti risalgono al 14 giugno 2010 nel podere Vincarello in località Modigliana quando, per una diatriba familiare su alcune proprietà immobiliari di due famiglie parenti, Vasile Gabar venne ucciso. Prima di morire il povero pastore venne aggredito alle spalle, "interrogato" e torturato. La vittima fu trovata in un fosso con le caviglie e i polsi legati insieme dietro la schiena e con il corpo martoriato da violenze e sevizie tali da renderlo irriconoscibile. Grazie alla testimonianza del proprietario del casale che il pastore accudiva, è emerso fin da subito che l'uomo era stato assassinato da due persone, viste scappare attraverso i campi.

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