Opere pubbliche, strade e sicurezza degli edifici: in arrivo fondi per i piccoli comuni

Dura la replica del parlamentare Pd Marco di Maio: "I fondi che arriveranno (forse) nei piccoli comuni romagnoli saranno poco più che un contentino"

"Nella manovra che stiamo per approvare in queste ultime ore dell'anno c'è un'importante novità: dopo anni di tagli, finalmente vengono sbloccati fondi per i piccoli comuni, anche quei comuni piccolissimi che più di altri sono stati troppo spesso dimenticati dai precedenti governi". A darne notizia è il deputato del Movimento 5 Stelle Carlo Ugo de Girolamo: "Si tratta di un totale di ben 400 milioni di euro stanziati nella legge di bilancio. Decisamente una bella notizia per i nostri Sindaci. Parliamo di cifre importanti per un bilancio comunale, che vanno da 40.000 euro per i comuni con popolazione inferiore ai 2mila abitanti a 50.000 euro per quelli tra i 2mila e i 5mila, per arrivare fino ai 70.000 euro destinati a quelli tra 5mila e 10mila e 100.000 euro per gli enti tra i 10mila e i 20mila abitanti".

"In provincia di Forlì-Cesena - continua de Girolamo - sono 7 i comuni beneficiari con meno di 2mila abitanti, 8 invece quelli sotto i 5mila abitanti tra cui il comune di Modigliana, 7 quelli con meno di 10mila abitanti e 5 comuni sotto i 20mila abitanti. Le risorse potranno essere investite per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e del patrimonio comunale, per nuovi lavori pubblici o per la manutenzione straordinaria. Questo consentirà di velocizzare la realizzazione delle opere, perché le risorse, già ripartite nella legge di bilancio, saranno immediatamente disponibili, grazie ad una loro diversa allocazione rispetto al passato, in fondi direttamente collegabili a singoli investimenti, come ad esempio il fondo per la prevenzione dei rischi del dissesto idrogeologico, il fondo per il piano idrico e il fondo a favore dei Comuni per il finanziamento di piccoli interventi".

"Si tratta della piccola e ordinaria manutenzione che è stata troppe volte dimenticata nel nostro Paese, in favore invece dei grandi concessionari e di quei lavori che servivano solo alle grandi compagnie di costruzione. Ancora una volta questo Governo dimostra di essere al fianco dei cittadini e di voler ascoltare la voce dei tanti eccellenti sindaci e amministratori che lavorano sui territori. Possiamo finalmente dire - conclude de Girolamo - che è finita l’epoca dei tagli indiscriminati, il cui peso è stato scaricato soprattutto sulle spalle dei piccoli e medi comuni italiani".

Alla Provincia Forlì Cesena sono stati concessi contributi per 1.570.000 euro così ripartiti: contributo di 100.000 euro a Savignano sul Rubicone; San Mauro Pascoli; Bertinoro; Gambettola; contributo di 70.000 euro a Meldola; Gatteo; Longiano; Mercato Saraceno; Castrocaro Terme e Terra del Sole; Predappio; Bagno di Romagna; contributo di 50.000 euro a Modigliana; Santa Sofia; Civitella di Romagna; Sarsina; Roncofreddo; Borghi; contributo di 40.000 euro a Rocca San Casciano; Verghereto; Montiano; Dovadola; Tredozio; Premilcuore; Portico e San Benedetto.

La replica di Marco di Maio: "Solo operazione-immagine"

"I fondi che arriveranno (forse) nei piccoli comuni romagnoli saranno poco più che un contentino - replica duramente il parlamentare Pd Marco di Maio - In primo luogo sono soldi dati a pioggia e non sulla base di progetti; si dimentica, poi, che esiste una apposita legge per i piccoli comuni con cui potevano essere veicolati i fondi stanziati assegnandoli sulla base di bandi, qualità dei bilanci e virtuosità dei comuni. Si è preferito fare diversamente solo perchè quella legge è stata approvata dal precedente parlamento. E' un'operazione di pura immagine, che purtroppo non avrà effetti. Che sia una sola operazione di immagine, poi, lo dimostrano altri atti previsti nella legge di bilancio e in vigore dal 1 gennaio. La legge, infatti, blocca le assunzioni nella pubblica amministrazione (ma non quelle nei ministeri, chissà perché), anche quelle già previste, con un grave impatto soprattutto per i piccoli comuni che spesso hanno personale ridotto e insufficiente per riuscire a far fronte alle loro esigenze. Si tagliano, poi, 100 milioni sul fondo Imu-Tasi. si obbligano le Amministrazioni ad accantonare complessivamente 400 milioni di euro e non si integrano i fondi previsti da riduzioni degli anni precedenti che scadevano proprio nel 2018 per un importo complessivo di 560 milioni. In totale ai Comuni si sottraggono 1 miliardo e 300 milioni di fondi. Infine, Lega e Movimento 5 stelle hanno bocciato persino un ordine del giorno che chiedeva al Governo un impegno a sostegno degli esercizi commerciali nei comuni montani e periferici. Sorprende che ci siano parlamentari di maggioranza che affermino che "i tagli sono finiti"; i tagli purtroppo sono cominciati e le tasse si alzeranno: perché si è eliminato l'obbligo per i Comuni di alzare le aliquote locali, così che potranno far fronte alle minori risorse aumentando le tasse a danno di cittadini e imprese. Non è una opinione del sottoscritto, ma è tutto scritto nella legge di bilancio".

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