Premio Gioiello 2020 al Panathlon Club Forlì: Furio Zara esalta la bellezza dello sport

Nel mezzo, due ore di chiacchiere, riflessioni e confidenze a cui il giornalista non si è sottratto, rivelandosi vero e proprio personaggio al pari dei campioni da lui intervistati

"Sono convinto che ci salverà la bellezza. E la bellezza dello sport non ha eguali". Quasi fosse il suo biglietto da visita, ha esordito così, giovedì sera alla Scranna, Furio Zara, giornalista sportivo vincitore dell'undicesima edizione del premio "Salvatore Gioiello", organizzata dal Panathlon Club Forlì, per concludere infine con un auspicio: "Occorre conservare la voglia di imparare, per cercare di rendere il mondo un poco migliore usando una parola sana, precisa, che vada in profondità".

Nel mezzo, due ore di chiacchiere, riflessioni e confidenze a cui il giornalista non si è sottratto, rivelandosi vero e proprio personaggio al pari dei campioni da lui intervistati, da Roby Baggio a Bolt, da Messi alla Pellegrini. Giudizi trancianti, come "il campionato è aperto perché la Juventus ha deciso con Sarri di puntare sul bel gioco, era già successo con Maifredi e sappiamo come è finita...". Ma anche belle parole per la grande umanità di campioni come Baggio: "Mi sono presentato a casa sua senza appuntamento e senza conoscerlo - racconta Zara - e in dialetto veneto gli ho chiesto di concedermi cinque minuti per un'intervista, lui si è messo a ridere e ha accettato!" O per Leo Messi, "il campione più democratico del mondo, perché così piccolo porta in giro la bellezza celebrando in realtà la nostra imperfezione".

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Ma in fondo gli sono cari anche i "Bidoni" (titolo di un suo riuscitissimo libro) come Eneas del Bologna, Blisset del Milan oppure il cinese Ma del Perugia.  Incalzato da Stefano Benzoni, conduttore della serata, Zara ha poi passato in rassegna i momenti più emozionanti della sua carriera, a partire dal mondiale 2006, "che mi ha insegnato che si può celebrare anche una non vittoria, come ha fatto la Germania". In chiusura, i progetti futuri: un romanzo sull'Italia dagli anni Settanta agli anni Novanta con il pallone sullo sfondo, e un racconto incentrato sulle Notti Magiche di Italia 90, cesura di un'epoca e inizio di un nuovo periodo storico. Insomma, ancora tanti sogni nel cassetto per questo ragazzo di 50 anni innamorato dello sport e della parola evocativa. 

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