Madonna del Fuoco, i 'segreti' della piadina: ecco come nacque la ricetta

Forse non tutti sanno che dietro alla tradizionale "piadina" dolce si cela un'antico racconto

Giovedì ricorre la festa della santissima patrona di Forlì, la Madonna del Fuoco, di cui moltissimi  conoscono la storia e le usanze ad essa legate; ma forse non tutti sanno che dietro alla tradizionale “piadina” dolce, preparata e venduta durante la giornata in cui si celebra la Vergine, si cela un'antica vicenda. Si racconta infatti che diversi secoli fa, durante una carestia che colpì la popolazione forlivese, i voti fatti dai credenti alla Madonna del Fuoco vennero venduti e con il ricavato si comprarono gli ingredienti necessari per realizzare un pane dolce destinato ai poveri, in modo tale che essi potessero giovarne durante il lungo periodo di carestia. Fu così che nacque questa ricetta che, in breve tempo, divenne proprio uno dei simboli della festa patronale che ancora oggi si ritrova in quantità notevoli nelle bancarelle e nei forni della città durante la giornata dedicata alla Madonna del Fuoco.

Ma quali sono gli ingredienti di questa ricetta? Per chi decidesse di cimentarsi nella preparazione casalinga della piadina della Vergine del Fuoco ci sono buone notizie: non è per nulla complicato. Esistono diverse varianti perchè come in tutti i piatti della tradizione che si rispettano ognuno ha il suo ingrediente segreto, noi ve ne proponiamo una versione base.  Ingredienti: 500 grammi di farina, mezzo cubetto di lievito di birra, due uova, 100 grammi di zucchero, 100 grammi di burro, 15 grammi di semi di anice, 200 millilitri di latte. Sciogliere il lievito in 100 millilitri di latte tiepido a cui si è aggiunto un cucchiaino di zucchero e mescolare il tutto con 100 grammi di farina. Quindi lasciare lievitare per un paio d’ore.

Occorre poi unire alla restante farina, lo zucchero, il burro, le uova, l’anice e l’impasto di farina e lievito che avete fatto lievitare. Impastare e aggiungere latte quanto basta in modo da ottenere un impasto liscio ed elastico. Lasciare lievitare altre tre ore e poi dividerlo in una quindicina di palline. Stendere ogni pallina ad uno spessore di circa mezzo centimetro, lasciare rilievitare le focaccine per un’altra ora. Spennellare il centro delle focaccine con un po’ di acqua e spolverizzare con zucchero semolato. Cuocere infine in forno statico a 180 per circa 25 minuti o comunque finchè non diventano rosate. Gli ingredienti sono semplici ma le ore di lievitazione sono molte: come tutte le cose buone, ci vuole pazienza ma alla fine il risultato non delude. 

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