Platani di S.Lorenzo, "l'abbattimento è un atto scellerato": nuova diffida

Il tavolo delle Associazioni ambientaliste di Forlì presenta l'ennesima diffida contro i lavori, iniziati giovedì, che porteranno all'abbattimento di un'ottantina di alberi

Nonostante le diffide presentate dal tavolo delle Associazioni ambientaliste di Forlì ed i comitati "Giù le mani dagli alberi di Forlì" e "Platani di San Lorenzo" e l'esposto presentato dall'associazione per la tutela del patrimonio artistico, storico e naturale Italia Nostra alla Prefettura della Repubblica, hanno comunque preso il via giovedì scorso i lavori di abbattimento di più di 80 platani disposti lungo la carreggiata stradale della provinciale 3 del Rabbi. I primi 30 alberi sono stati abbattuti prima delle festività pasquali e martedì hanno ripreso con i lavori procedendo da Forlì verso Predappio.

Il tavolo delle nove associazioni ambientaliste di Forlì insieme a Italia Nostra e ai due comitati impegnati nella battaglia contro l'abbattimento degli alberi presenteranno martedì una nuova diffida che si aggiunge alle diverse già inviate in amministrazione comunale. “Gli interventi stradali previsti nel progetto - spiegano i partecipanti al tavolo - termineranno a livello del ponticello di Rio Borsano; tuttavia da lì in avanti per 300 metri verranno comunque abbattuti altri 40 alberi circa, ovvero circa la metà del totale di alberi da abbattere previsto dal progetto, anche se non risulta necessario. Il via libera allo sterminio di alberi è infatti finora stato giustificato appellandosi all'articolo 11 che consente l'abbattimento di piante nel caso in cui si debbano svolgere dei lavori stradali o di edilizia tali per cui verrebbe compromessa la stabilità delle piante stesse. In questi 300 metri però non verranno costruiti marciapiedi né piste ciclabili né parcheggi, per cui l'abbattimento in tale zona è ancora più ingiustificato”.

Questa non è l'unica argomentazione su cui si basa la protesta delle associazioni ambientaliste; “se l'obiettivo è quello di diminuire la velocità delle automobili in questo tratto, sicuramente facendo sparire gli alberi ciò non avverrà. Infatti vi sarà maggiore visibilità e la strada apparirà più ampia e ciò porterà ad una maggiore sfrontatezza degli automobilisti. Anche i responsabili dei quartieri interessati dai lavori sono contrari all'abbattimento in quanto per i loro residenti significherà un aumento considerevole del rumore e dell'aria inquinata. Le nostre alternative per diminuire la velocità in questo tratto di strada, come la costruzione di dunette o l'installazione di semafori, non sono state minimamente prese in considerazione”. 

“Riteniamo questo progetto scellerato – concludono i partecipanti al tavolo – che si è tradotto in una scelta politica miope e contestiamo fortemente che sia stato un organismo coinvolto nel progetto di abbattimento ovvero componenti del Servizio Territoriale Agricoltura Caccia e Pesca della provincia e non un ente terzo a fornire il parere sulla presenza di fauna e nidificazione in corso sugli alberi in questione. Contestiamo anche le modalità con cui si stanno effettuando i lavori in quanto sono altamente pericolose: viene consentita la circolazione dei mezzi in maniera alternata ma comunque sotto alle gabbiette da dove l'operatore procede all'abbattimento, non garantendo la completa sicurezza”. 

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